Quindici anni fa la violentissima tempesta che devastò le foreste degli Alti Tatra

Il 19 novembre 2004 gli Alti Tatra furono deturpati dalla peggior tempesta di vento che si ricordi. In appena due ore e mezzo le più alte montagne dell’Europa centro-orientale si sono trasformate in un paesaggio lunare, con milioni di alberi abbattuti e due persone morte. Furono registrate raffiche di 200 chilometri all’ora sul lago Skalnaté Pleso, che si trova appena sotto il picco di Lomnický Štít (2634 m slm), e fino a 230 km nel limite superiore della foresta. La tempesta, battezzata allora Alžbeta (Elisabetta) colpì tutta la parte settentrionale della Slovacchia centrale, e nel Parco nazionale dei Tatra (TANAP) annientò 12.600 ettari di preziosa foresta. L’Unione europea assegnò un contributo straordinario di 195 milioni di euro per la riparazione delle infrastrutture e del parco nazionale.

Dopo questa calamità l’organizzazione del parco ha dovuto combattere lo scarabeo della corteccia, una specie infestante che ha danneggiato quasi 1,3 milioni di metri cubi di boschi, divenendo un flagello più grave, per numero di alberi distrutti, della stessa tempesta del 2004. Il problema, segnalano dal parco, è che mentre nelle aree con livelli più bassi di protezione boschiva sono stati portati via gli alberi distrutti e l’area è stata oggetto di rimboschimento, nelle aree del parco con il livello di protezione più rigoroso non è stato possibile intervenire, e i tempi naturali di ricrescita sono più lunghi. La riforestazione artificiale all’interno del Parco nazionale dei Tatra ha consentito l’interramento di circa otto milioni di piantine, due terzi conifere e un terzo latifoglie.

(Red)

Vedi la pagina di Turismo Slovacchia sul Parco nazionale dei Tatra

Foto lesytanap.sk

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