Gli assassini di Kuciak rimangono in custodia in attesa del processo

Alena Zsuzsová, Tomáš Szabo e Miroslav Marček, accusati per l’omicidio del giornalista Ján Kuciak e di Martina Kušnírová, rimaranno in custodia preventiva in attesa del processo, secondo quanto ha deciso mercoledì in una sessione a porte chiuse la Corte penale specializzata di Pezinok che dovrà giudicarli. I primi due hanno presentato ricorso contro la decisione, che sarà decisa dalla Corte suprema, mentre il terzo uomo ha confessato di essere stato lui a sparare a bruciapelo ai due giovani nella loro casa, uno dopo l’altro in rapida sequenza. Il quarto componente della squadra di fuoco, Zoltán Andrusko, che nel caso funge da testimone in quanto ha deciso subito dopo l’arresto di collaborare, ha concordato il patteggiamento e uno sconto di pena che dovrà essere convalidato dal giudice, e sarà sottoposto a un processo a parte.

Anche il presunto mandante dell’omicidio, Marián Kočner, rimane in galera dove è perseguito anche per un caso di presunta falsificazione di cambiali per decine di milioni di euro.

Al momento il senato della Corte penale specializzata sta studiando il materiale dell’indagine presentato pochi giorni fa, che consta di oltre 25.000 pagine, di cui 93 solo per le accuse. Il procuratore incaricato ha proposto di interrogare 24 testimoni nel corso del processo, oltre agli imputati e alle famiglie delle vittime, e di leggere le dichiarazioni di 49 ulteriori testimoni, consulenti ed esperti.

Su Zsuzsová, Szabó e Marček pendono sei imputazioni, tra le quali due omicidi premeditati. Oltre a quello di Kuciak e Kušnírová del febbraio 2018, sono sospettati dell’omicidio ddell’imprenditore Peter Molnár, avvenuto nel 2016.

Subito dopo il deposito delle incriminazioni alla Corte specializzata, il capo della polizia ha sciolto la squadra investigativa che ha lavorato sull’omicidio, un atto efferato che ha sconvolto la società slovacca. Intervenendo a una conferenza a Trnava lunedì, il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho ha criticato questa decisione, sostenendo la posizione delle famiglie degli assassinati, e ha auspicato che anche la Slovacchia si doti di una legislazione antimafia.

(La Redazione)

Foto FB/PoliciaSR

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