Libro: ‘Viaggio tra gli italiani all’estero. Racconto di un paese altrove’

Il “Viaggio tra gli italiani all’estero. Racconto di un paese altrove”, volume uscito lo scorso anno per i tipi de Il Mulino (6/2018), non analizza solo la tanto citata “fuga dei cervelli”, ma più in generale il fenomeno di una nuova emigrazione (spesso non caratterizzata da lavori altamente qualificati). In particolare, si parla di coloro che, in ragione della loro età, dovrebbero costituire l’architrave del Paese in cui sono nati. Quanti sono? Da dove vengono e dove vanno? Che cosa li ha spinti a lasciare l’Italia? Come vedono la loro esperienza di vita?

Suddivisi per area geografica — e preceduti da un breve capitolo di inquadramento delle caratteristiche migratorie nei diversi Paesi — quaranta italiani che hanno scelto di vivere all’estero si raccontano in altrettante storie autobiografiche. Le motivazioni all’origine del trasferimento, l’arrivo, la ricerca di una casa e di un lavoro, le difficoltà con la lingua, i primi contatti con la comunità ospitante, il processo di inserimento e l’evoluzione del percorso migratorio, i rapporti con l’Italia e la famiglia di origine sono solo alcuni dei temi che ciascuno di loro tratta nel riportare la propria esperienza migratoria.

Sono storie anche molto diverse, ognuna speciale a suo modo, dove si è cercato di comprendere il maggior numero possibile di casi, raggruppandoli per Paese di destinazione in base alle mete preferite in Europa, ma anche considerando alcuni Paesi europei di nuova emigrazione e, naturalmente, l’emigrazione extraeuropea. Nel raccogliere le varie testimonianze si è scelto di includere più livelli di formazione e professionalizzazione.

Qualcuno, dopo un’esperienza più o meno lunga all’estero, è rientrato in Italia. Ma per quasi tutti la vita ha preso una strada che poco alla volta li ha allontanati dal Paese in cui sono nati e cresciuti. La loro scelta, il più delle volte definitiva e il più delle volte motivata da difficoltà riscontrate in Italia a trovare un’occupazione degna, a costruire un proprio percorso famigliare, è un segno da prendere molto sul cerio di un declino italiano che, per essere arrestato, richiederebbe una visione che possa ridare fiducia nel futuro. Quel futuro che in tanti oggi scelgono di cercare altrove.

I racconti autobiografici sono preceduti da alcuni saggi di inquadramento sulle caratteristiche qualitative e quantitative dell’emigrazione italiana contemporanea e sono accompagnati da tre contributi dedicati rispettivamente alle forme di rappresentazione dell’emigrazione durante la grande epopea migratoria del secolo scorso, all’autonarrazione all’epoca dei social network, alla rappresentazione cinematografica.

“Viaggio tra gli italiani all’estero. Racconto di un paese altrove”
Il Mulino, 2019
286 pagine
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