Cafiero De Raho: un errore sciogliere la squadra di investigatori

Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho ha elogiato il lavoro svolto dal team investigativo per trovare i colpevoli dell’assassinio del giornalista Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová, ma non condivide la decisione presa dal capo della polizia di sciogliere la squadra, una misura contestata anche, tra gli altri, dalle famiglie dei due giovani assassinati. Il comandante della polizia Milan Lučanský lo aveva annunciato il giorno successivo a quello del deposito delle accuse presso il Tribunale penale specializzato di Pezinok, in attesa che venga calendarizzato il processo.

Parlando alla conferenza internazionale tenutasi a Trnava lunedì 11 novembre “Contro tutte le mafie in Slovacchia“, appuntamento al quale eravamo presenti anche noi e di cui daremo conto in questi giorni, De Raho ha raccontato l’esperienza di lotta alla mafia in Italia, e la prima legge antimafia di cui il paese si è dotato nel 1982. Oggi la mafia opera come una rete internazionale di natura economica, e a differenza che in passato usa la violenza soltanto come ultima risorsa. Spesso, come è soprattutto il caso della ‘ndrangheta, espande le proprie attività in paesi in cui non viene riconosciuta come tale e dove non è sottoposta a stretti controlli da parte delle autorità giudiziarie, potendo fare affari in tutta tranquillità in settori poco visibili e nascondersi nel tessuto imprenditoriale senza farsi notare.

Alla conferenza, organizzata dalla giornalista italiana Maria Grazia Mazzola, inviata speciale del TG1 da anni impegnata contro le mafie, hanno parlato anche Roman Kvasnica e Daniel Lipšic, avvocati delle famiglie degli assassinati. Kvasnica ha elogiato la cooperazione internazionale nelle indagini sull’omicidio, che è stata estremamente utile. L’indagine ha dimostrato, ha detto, che le autorità statali slovacche, in particolare la polizia e il servizio di intelligence, hanno fallito nello scoprire e combattere la criminalità organizzata, lasciandola crescere in una forma tale da essere in grado di minacciare il sitema istituzionale del paese. Secondo Lipšic se qualcuno avesse creduto che dopo l’omicidio di Kuciak i giornalisti si sarebbero spaventati si era sbagliato di grosso. Ha detto che i lavori di indagine avviati da Ján Kuciak sulle connessioni tra crimine, affari e politica dovrebbero essere completati.

De Raho ha sottolineato il ruolo dell’Italia come promotore di una forte cooperazione in Europa per la stesura di una legislazione antimafia europea, ma anche dell’istituzione di una squadra antimafia congiunta e della necessaria condivisione di informazioni per ottenere risultati di rilievo. Una legislazione in questo senso dovrebbe essere promossa anche in Slovacchia, ha detto.

Sempre lunedì, Cafiero De Raho ha incontrato a Bratislava il Procuratore generale della Repubblica Slovacca Jaromír Čižnár, con il quale ha posto le basi per una futura cooperazione e lo scambio di informazioni nella lotta alla mafia e al terrorismo, concordando di tenere una riunione a circolo ristretto in Eurojust nelle prossime settimane per discutere delle sinergie negli attuali casi penali. All’incontro ha partecipato anche l’ambasciatore d’Italia Gabriele Meucci.

La presenza di De Raho a Trnava ha necessitato di misure di sicurezza straordinarie nei pressi del teatro che ospitava la conferenza, con pattuglie di polizia che hanno bloccato la piazza centrale e cecchini in uniforme e civili appostati sulla torre dell’orologio.

(La Redazione)

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