Le proposte di legge per la Giornata nazionale degli italiani nel mondo

La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha ripreso l’esame delle proposte di legge per l’istituzione della Giornata nazionale degli italiani nel mondo, presentate da Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale) ed Elisa Siragusa (M5S, ripartizione Europa), già illustrati nella seduta del 22 ottobre scorso, cui sono state associate quelle presentate da Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) e Paolo Formentini (Lega) aventi lo stesso oggetto.

L’obiettivo è la creazione di una ricorrenza che rappresenti, divulghi e valorizzi le esperienze, le attività e il contributo apportato dai cittadini italiani all’estero nel campo della cultura e della lingua italiane, della ricerca scientifica, dell’imprenditoria, delle professionalità e della solidarietà internazionale.

Ad illustrarne le differenze la relatrice Angela Schirò (Pd, ripartizione Europa), che segnala come il nome della ricorrenza sia indicata nella proposta di Nissoli quale “Giornata della solidarietà degli italiani nel mondo“, mentre nelle altre viene definita “Giornata nazionale degli italiani nel mondo“. La proposta di La Marca la individua il 31 gennaio, data che richiama l’approvazione da parte del Parlamento italiano, nel 1901, della prima organica legge sull’emigrazione, che istituiva il Commissariato generale all’emigrazione; quella di Siragusa il 28 aprile, data d’inizio della XV Legislatura, la prima con i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero; quella di Nissoli, il secondo venerdì di ottobre; e infine, il 12 ottobre, data della scoperta dell’America, è la proposta di Formentini. Tutte le proposte – prosegue Schirò – precisano come essa non rappresenti una giornata festiva in quanto non determina gli effetti civili previsti dalle disposizioni in materia di ricorrenze festive; e propongono la promozione in tale giornata, in Italia e all’estero, di cerimonie, incontri ed iniziative finalizzati alla divulgazione di attività, esperienze multiculturali e professionalità acquisite nei contesti internazionali dai cittadini italiani all’estero. Si prevede poi che dall’attuazione del provvedimento non debbano derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Sul tema della data, la relatrice segnala come il 12 ottobre, al di là delle polemiche connesse alle istanze dei popoli indigeni americani, appare coinvolgere i soli italiani migrati nel continente americano, a fronte di un 54% di connazionali che risiedono in Europa, mentre ritiene le altre proposte “connesse a questioni certamente rilevanti ma poco percepite e comunque non estranee a temi oggetto di possibili differenze ideologiche”. Schirò rileva quindi l’esigenza di individuare una data diversa da quelle sopra citate che, “lungi dal comportare elementi di polemica politica, possa essere percepita come altamente simbolica e soprattutto come elemento di condivisione e veicolo di identificazione della vasta collettività di connazionali nel mondo”. Si riserva, pertanto, di svolgere una riflessione a tal fine. Il seguito dell’esame viene quindi rinviato ad altra seduta.

(Inform)

Foto Elliott Brown cc by

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