Pellegrini: la politica di coesione dell’UE deve essere confermata. Ci sono ancora forti differenze tra Stati

Il primo ministro slovacco Peter Pellegrini ha partecipato l’altro ieri a Praga all’incontro dei primi ministri dei paesi V4 e al vertice dei premier del gruppo “Amici della coesione”. Pellegrini ritiene una necessità prioritaria la conservazione della politica di coesione dell’UE, supportata da cifre e fatti reali. La politica di coesione «non può essere decisa sulla base di una risoluzione politica» in base all’umore del momento, poiché esistono ancora significative differenze regionali tra i paesi membri dell’UE e la politica europea di coesione è nata proprio con lo scopo di «colmare il divario nell’Unione europea», ha affermato.

Del resto, ha sottolineato il premier slovacco, non solo soltanto i paesi del gruppo Visegrad a essere di questo parere, ma anche altri 12 stati membri dell’UE che, insieme, rappresentano oltre la metà di tutti i membri dell’Unione. Il raggruppamento informale “Amici della coesione” è composto da 17 stati membri dell’UE che stanno cercando di garantire anche per il prossimo periodo di programmazione settennale dell’Unione europea che vengano mantenuti all’interno del bilancio dell’UE mezzi finanziari sufficienti per una efficace politica di coesione.

Pellegrini si è anche espresso sulla posizione della Slovacchia riguardo il rinvio dell’avvio dei negoziati di adesione all’UE con l’Albania e la Macedonia del Nord. Ha definito questa decisione, presa dal Consiglio europeo pochi giorni fa dopo il veto della Francia, un “grande errore” che potrebbe scoraggiare i cittadini di questi paesi dal sostenere ulteriori sforzi di riforma, e alla fine potrebbero decidere in prospettiva di guardare oltre l’Europa e cooperare con potenze come la Russia, la Cina o la Turchia.

Nell’ambito della discussione tutt’ora in corso sul bilancio della UE per il periodo 2021-2027, la dotazione finanziaria della Slovacchia per la politica di coesione dovrebbe diminuire di un 10% rispetto all’attuale periodo di programmazione 2014-2020, passando da 14,8 a 13,3 miliardi di euro a prezzi correnti. In ogni caso, la Slovacchia dovrebbe rimanere il secondo beneficiario pro capite nell’UE dopo l’Estonia.

(Red)

Foto FB

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