Il Procuratore antimafia Cafiero De Raho in Slovacchia per una conferenza contro le mafie

Una conferenza che si occuperà di mafie si svolgerà l’11 e 12 novembre presso il Teatro comunale di Trnava e vedrà tra i relatori il Procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho, presidente e vice dell’associazione Libera, don Luigi Ciotti ed Enza Rando, e la giornalista investigativa e inviata speciale del TG1 Rai Maria Grazia Mazzola, che ha una lunga esperienza di mafie e si è più volte occupata di Slovacchia nei mesi recenti. Mazzola, come abbiamo più volte riportato anche su Buongiorno Slovacchia, ha concentrato le sue ricerche slovacche sull’omicidio di Ján Kuciak e Martina Kušnírová, pubblicando per prima sul TG1 le immagini degli inseguimenti del giornalista ordinato dall’uomo d’affari Marián Kočner, uomo senza scrupoli che ha prima minacciato il giovane reporter e poi, non riuscendo a farlo tacere, lo ha fatto uccidere. Sempre Mazzola ha scoperto che le attività in Slovacchia di Antonino Vadalà, uomo legato alla ‘ndrangheta e in grado di crearsi un mantello di impunità in questo paese pagando mazzette a chi conta, erano ben note alle autorità di polizia slovacche che sapevano, informate anni fa dai magistrati italiani, come ha mostrato Mazzola, che aveva fondato una ‘ndrina nella Slovacchia orientale.

L’evento di Trnava è intitolato non a caso Prima Conferenza Internazionale contro tutte le mafie in Slovacchia, nasce nel nome di Kuciak e Kušnírová, lui giornalista per il sito Aktuality.sk, lei archeologa, assassinati insieme nella casa di Veľká Mača il 21 febbraio 2018. L’iniziativa è promossa dal presidente della Regione di Trnava Jozef Viskupič, le famiglie Kuciak-Kušnírová con l’avvocato Roman Kvasnica, e ha il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Bratislava. Due giorni di studio, impegno e riflessione sul tema delle mafie, argomento dell’ultima inchiesta mai conclusa di Kuciak, pubblicata postuma.

Dopo gli omicidi di Ján Kuciak e Martina Kušnírová, niente è più come prima in Slovacchia: sono state scoperchiate frodi, corruzione, e le pressioni sui piccoli agricoltori delle terre nell’Est della Slovacchia, uno di loro è stato assassinato. Imputato come mandante degli omicidi di Ján e Martina è l’imprenditore Marián Kočner, oggi in carcere, già accusato di frode fiscale. Con Kočner, sono accusate altre quattro persone come gruppo di fuoco. La società civile è scesa in piazza reclamando pulizia da ogni corruzione e illegalità. I cittadini slovacchi chiedono trasparenza della gestione della vita pubblica. Il giornalismo libero è vaglio della democrazia e Ján ha svolto il ruolo principe di sentinella pagando con la sua vita e quella della sua compagna che avrebbe dovuto sposare. Erano due ragazzi di soli 27 anni che credevano in una Slovacchia europea. Da molti anni la ‘ndrangheta si è radicata indisturbata in Slovacchia dove Nino Vadalà ha costruito una rete di aziende e società, godendo di amicizie politiche. Oggi Vadalà è stato condannato a nove anni e quattro mesi di carcere in Italia per essere un narcotrafficante internazionale. Anche su questo stava indagando Kuciak quando è stato assassinato.

La Conferenza vedrà la partecipazione straordinaria del Procuratore nazionale italiano antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho. Magistrato dalla vasta esperienza giudiziaria, in passato anche Procuratore di Reggio Calabria, De Raho sarà in Slovacchia per la prima volta. Altre due personanità in prima linea contro le mafie sono Luigi Ciotti ed Enza Rando, fondatore e presidente nazionale il primo, e vice presidente la seconda, di Libera contro le mafie, che nei loro interventi spiegheranno da un lato il ruolo della società civile nella lotta alla corruzione e alle mafie, e dall’altro come si tutelano le vittime e i familiari nel corso del procedimento giudiziario. A Maria Grazia Mazzola l’incarico di moderare l’incontro slovacco.

Tra gli interventi sono da notare anche l’eurodeputata slovacca Lucia Nicholsonovà, l’ex capo della squadra investigativa che si è occupata del dossier Gorilla – il più importante documento che mostra la corruzione di alto livello in Slovacchia – Lukáš Kyselica, il caporedattore Peter Bárdy del sito Aktuality, la testata per cui lavorava Kuciak, la giornalista investigativa di Dennik N Monika Tódová, il giornalista del quotidiano SME Adam Valček, anch’egli minacciato da Kočner e, al pari di Kuciak e Tódová, fatto sorvegliare per mesi. Interverrà inoltre alla conferenza il presidente dell’associazione dei piccoli agricoltori František Oravec, che racconterà della mafia dei colletti bianchi sulle terre della Slovacchia orientale.

Le mafie si sono radicate da anni in Europa: manca una legislazione comune agli Stati membri che renda efficace il contrasto globale. L’Italia in questo campo è all’avanguardia: dopo numerosi omicidi e l’eliminazione del deputato del PCI Pio La Torre e del prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa, approvò la legge del 13 settembre 1982 che introdusse il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. L’articolo 416 bis del codice penale italiano ha scardinato numerose organizzazioni mafiose in Italia e in Europa, ma necessita la collaborazione degli Stati dell’Unione. L’auspicio è che anche la Slovacchia abbia una sua legge antimafia.

(Red)

Foto FB/Katarzia.
De Raho: F. Coppoletta,
Don Ciotti: Com.Parma, Mazzotta: FB

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