La corte deciderà a giorni su proroga custodia degli accusati per l’omicidio Kuciák

La Corte penale specializzata di Pezinok (regione di Bratislava) deciderà la prossima settimana, in una seduta a porte chiuse, se estendere la custodia per il gruppo di persone arrestate l’anno scorso e accusate di aver organizzato e partecipato nel febbraio 2018 all’omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciák e della sua fidanzata. Per il presunto intermediario del crimine, Zoltán Andruskó, uno dei quattro membri del gruppo operativo fermato nell’ottobre 2018, che avrà un processo separato in quanto ha concordato un patteggiamento della pena grazie alla sua collaborazione nelle indagini, la custodia è già stata prorogata.

L’inchiesta sul doppio omicidio si è conclusa a settembre, e la squadra di indagine – formata da diverse decine di persone tra investigatori, specialisti di varie materie, agenti scelti – è stata sciolta dal capo della polizia pochi giorni fa. In agosto i procuratori che supervisionano l’indagine avevano annunciato l’imminente conclusione del loro lavoro di ricerca, con l’intenzione di chiedere l’avvio del processo prima della fine del corrente periodo di custodia cautelare delle persone incriminate, ovvero entro la fine di ottobre. Si vedrà se i materiali presentati alla Corte specializzata sono ritenuti sufficienti per una condanna certa delle persone ritenute responsabili. In ogni caso, se la custodia viene prorogata è probabile che il processo non prenderà il via così presto.

Davanti ai giudici dovrebbero finire Márian Kočner, sul quale pendono prove schiaccianti (così hanno detto i procuratori) di avere ordinato l’eliminazione di Kuciák. E poi l’ex poliziotto Tomáš Szabó, l’ex soldato professionista Miroslav Marček che avrebbe materialmente premuto il grilletto, l’intermediario Zoltán Andruskó e Alena Zsuzsová, traduttrice e interprete dall’italiano nonché collaboratrice fondamentale di Kočner in molte delle sue malefatte. Sarebbe stata Zsuzsová, per conto di Kočner, a mettere in piedi la squadra che ha poi eseguito il crimine, e lei stessa a consegnare il prezzo del delitto, 50 mila euro avvolti in un fazzoletto. Altri 20 mila euro sono stati abbuonati ad Andruskó per un debito precedente.

(Red)

Foto PDP

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