Più soldi al ministero dell’Istruzione per pagare la quota al CERN

Il ministero dell’Istruzione chiederà al ministero delle Finanze un aumento del proprio budget per pagare entro la fine dell’anno le quote associative della Slovacchia nelle organizzazioni scientifiche e di ricerca internazionali. Il ministro Martina Lubyová (SNS) lo ha comunicato dopo una discussione con la commissione del CERN, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Come avevano sottolineato un paio di settimane fa gli scienziati dell’Accademia slovacca delle scienze e di diverse università, la Slovacchia  non ha pagato la quota slovacca di quest’anno al CERN, una delle istituzioni scientifiche più prestigiose al mondo, di cui peraltro proprio uno slovacco è stato per anni vicepresidente. Inoltre, così facendo la Slovacchia viola gli obblighi previsti dai trattati internazionali. Il ministero dell’Istruzione aveva comunicato allora di essere alla ricerca di una soluzione, lamentando tuttavia che il budget assegnato per questo capitolo finanziario e l’adesione al CERN è la più costosa cooperazione scientifica internazionale per il paese: 5 milioni all’anno di quota associative e quasi un altro milione in attività di ricerca nel solo 2019. Il mondo accademico e scientifico ha sottolineato che non essere in questi enti di grande prestigio mette a repentaglio il lavoro, spesso di alta qualità, svolto dagli slovacchi nei progetti di ricerca internazionali. Il ministero delle Finanze si è detto disponibile a discutere della questione con il discastero dell’Istruzione. Uno stanziamento extra dovrebbe riuscire ad impedire l’espulsione della Slovacchia dal Joint Institute for Nuclear Research e saldare la quota di iscrizione al CERN.

(Red)

Foto CERN

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