Centrale di Mochovce, otto procedimenti penali aperti

La polizia continua a indagare sul completamento della terza e quarta unità della centrale nucleare di Mochovce, regione di Nitra. Ci sono otto procedimenti penali aperti, che si riferiscono a diverse attività criminali legate a questo progetto, su cui la squadra speciale della Naka istituita ad hoc continua a lavorare, esaminando tutti coloro sono sospettati di aver commesso illeciti nel completamento della centrale. La polizia conferma l’attenzione al caso, ma rifiuta di fornire alcuna informazione sulle indagini.

Sulla costruzione del raddoppio della centrale ci sono in corso da tempo indagini su presunti illeciti. La polizia ha fatto diversi raid nella sede di Slovenské elektrárne (SE) e presso la centrale, relativamente a, tra l’altro, commesse per lavori alla centrale e attività sospette di appaltatori. Gli inquirenti si sono anche concentrati sui dirigenti della società che fa capo a Enel, e nella primavera di quest’anno hanno dato grande enfasi all’arresto dell’ex amministratore delegato e presidente di SE Ruzzini, salvo poi rilasciarlo alla scadena dei termini procedurali. Lui e un altro ex Ad della società rimangono indagati a piede libero per presunte frodi finanziarie, ovvero violazione dei propri doveri nella gestione di attività di terzi relativamente al progetto di ampliamento della centrale nucleare di Mochovce. Come hanno detto le autorità, il danno procurato all’azienda, di cui lo Stato è coproprietario, è stato stimato in 22 milioni di euro. Si tratterebbe di lavori di ricondizionamento e verniciatura della centrale nucleare, emerse anche da ispezioni dell’Autorità per il controllo nucleare (UJD) presso il sito. La presidente di UJD Marta Žiaková aveva detto in una intervista a gennaio al sito Postoj che nel corso delle ispezioni a Mochovce erano state riscontrate cose che non avevano senso, lavori inutili e strampalati come la riverniciatura con vernice speciale di sale che erano già state dipinte, un lavoro che potenzialmente poteva costare anche milioni di euro.

Infine, sarebbero sorte diverse controversie nel cantiere tra appaltatori e società in subappalto. Una di queste riguarda anche società italiane, come abbiamo scritto in estate.

Slovenské elektrárne, responsabile dei lavori di completamento a Mochovce, ha fatto sapere dal suo portavoce che sta fornendo piena collaborazione alla polizia. Quando sorgono controversie tra imprese SE cerca di fare il possibile per dirimerle, salvo prendere parte attiva e denunciare eventuali violazioni di legge di cui viene a conoscenza, ad esempio nel caso di condizioni contrattuali improprie tra imprese.

La centrale è il progetto più costoso della storia della Slovacchia indipendente. La costruzione di due nuove unità (EMO 3-4) da 471 megawatt, che dovrebbero contribuire per il 13% alla produzione nazionale slovacca di elettricità, è stata decisa dopo la privatizzazione della società di produzione energetica Slovenské elektrárne, la cui maggioranza (66%) è stata acquisita dal gruppo italiano Enel, mentre il 34% è rimasto in mano allo Stato. La spesa prevista per il progetto è passato dai 2,8 miliardi iniziali del 2008 ai quasi 6 miliardi di euro dopo l’ultimo ricalcolo di quest’anno, che è stato accompagnato da un nuovo rinvio dell’avvio della centrale. Il terzo blocco doveva entrare in funzione nei primi mesi del 2020, e il quarto un anno dopo, ma notizie di poche settimane fa raccontano una storia diversa. Secondo l’Autorità nucleare UJD il carburante nucleare non verrà caricato prima del secondo trimestre 2020, il che significa rimandare ancora una volta l’accensione del reattore numero tre.

Enel ha deciso di vendere nel 2015 la sua quota per dedicare le risorse ad altri paesi, soprattutto il Sudamerica, ma non è ancora riuscita a concludere completamente l’affare ed è rimasta invischiata nel progetto slovacco almeno fino all’accensione definitiva dei due blocchi. Secondo gli accordi, Enel ha conferito il suo 66% delle azioni di Slovenské elektrárne in una Newco, la società olandese Slovak Power Holding B.V., di cui cederà il capitale a Energetický a průmyslový holding (EPH). Per il momento è formalmente passato di mano il 50% del pacchetto azionario, ed Enel rimane proprietaria del 33% dell’azienda slovacca.

(La Redazione)


Foto: da video seas.sk

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.