Sondaggio: la Rivoluzione di velluto attraverso gli occhi di cechi e slovacchi

In occasione del trentesimo anniversario della Rivoluzione di velluto, l’Istituto di sociologia dell’Accademia delle scienze slovacca (SAV), in collaborazione con l’Istituto degli affari pubblici (IVO) e l’agenzia di opinione pubblica Focus, ha condotto un sondaggio su un campione di 1.027 intervistati slovacchi e 1.046 cechi. L’indagine ha studiato diversi aspetti del contesto storico della Rivoluzione di velluto come il resto delle rivolte inquadrate nel cosiddetto “Autunno delle Nazioni”. In particolare, sono state affrontate la questione del sistema politico, economico e sociale prima del 1989, il lungo processo di trasformazione e le sue conseguenze sulla vita dei cittadini.

Il 56% degli slovacchi qualifica la Rivoluzione di velluto come uno degli eventi positivi dei tempi moderni, tuttavia i cechi percepiscono gli eventi del 1989 ancora più positivamente (66%). Secondo i dati raccolti, molti intervistati in Slovacchia provano nostalgia per l’ex regime socialista e valutano positivamente l’intero sistema economico (39%) e politico (27%). Uno dei motivi principali per cui molti slovacchi apprezzano più positivamente l’era socialista è la situazione attuale del sistema sociale e sanitario, la scarsa sicurezza, le pensioni basse.

Zora Bútorová, una sociologa di IVO che ha partecipato all’elaborazione del questionario, ha spiegato che gli intervistati che hanno maggiormente criticato l’attuale sistema economico e politico sono le persone con più di 65 anni e gli elettori dei partiti Smer-SD, Sme rodina e del Partito popolare Nostra Slovacchia (LSNS), formazione di estrema destra. Sono soprattutto persone che vivono in città molto piccole e hanno un livello di istruzione piuttosto basso.

La maggior parte della società slovacca (59%) apprezza invece positivamente i cambiamenti fondamentali avvenuti nel sistema politico e le libertà civili conseguite dopo la Rivoluzione di velluto, e il processo di trasformazione economica. Più della metà degli intervistati slovacchi ritiene che la situazione attuale sia migliore in sette settori: possibilità di studiare, lavorare o viaggiare all’estero, accesso alle informazioni, partecipazione gratuita alla vita pubblica, possibilità di esprimere la propria opinione, accesso all’istruzione, tenore di vita, possibilità di influenzare le decisioni politiche.

(Fonte Buenos días Eslovaquia)

Foto sopra: Praga novembre 1989, (wikipedia)
Sotto: Bratislava, Piazza SNP, novembre 1989.
Sul palco gli attivisti di VPN (Pubblico contro la violenza)

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