La Slovacchia si prepara all’avvento della robotizzazione e alla rivoluzione del lavoro

Il vice premier per gli investimenti e l’informazione Richard Rasi (Smer-SD) ha ricordato, in un intervento alla conferenza del progetto nazionale “Attraverso le innovazioni settoriali per un mercato del lavoro efficace in Slovacchia”, che la Slovacchia è il paese che in futuro sarà maggiormente caratterizzato dall’automazione e dalla robotizzazione del lavoro. Lo dice da tempo anche l’OCSE, e la crescita continua di nuove automazioni in Slovacchia, che è tra le più rapide in Europa. Una percentuale che si stima fino al 40% delle attuali posizioni di lavoro potrà essere parzialmente o completamente automatizzato entro il 2030, in particolar modo nella produzione ma non solo. Sappiamo tuttavia che verranno creati nuovi posti di lavoro, ma serviranno requisiti più elevati di specializzazione per il personale, a partire dalle competenze informatiche personali, ha affermato il ministro.

Rasi ha sottolineato la necessità, se la Slovacchia non vuole rimanere una semplice officina di assemblaggio dell’industria europea, di preparare un numero sufficiente di specialisti IT qualificati, che già nel paese stanno mancando per sopperire alle richieste del mercato. Si sa, ha ricordato, che che mancano 13.000 specialisti IT in Slovacchia, secondo quanto dice la Coalizione Digitale, l’ente pubblico-privato nato nel 2017 con lo scopo di preparare gli slovacchi di tutte le età all’economia digitale del prossimo futuro. Proprio per assecondare il trend, nel maggio 2019 il governo ha adottato una strategia per la trasformazione digitale della Slovacchia entro il 2030, e a luglio un piano di attuazione per la trasformazione digitale nel paese.

Il ministro del Lavoro Jan Richter, che con il suo dicastero organizzava la conferenza, ha sottolineato come ormai il problema della Slovacchia non sia più l’alto tasso di disoccupazione, ma piuttosto la fornitura di dipendenti qualificati per i posti vacanti nelle imprese, già ora ma soprattutto in futuro. Il continuo progresso tecnologico richiede e richiederà nuovi requisiti di conoscenza e abilità dei dipendenti, che dovranno essere preparati adeguatamente. Il ministero del Lavoro lavorerà a questo proposito insieme alle parti sociali per sviluppare una strategia globale che si chiamerà Lavoro 4.0, secondo l’esempio tedesco e conseguente all’avvento di Industria 4.0, la quarta rivoluzione industriale già in corso d’opera in diversi settori. Lavoro 4.0 si occuperà non solo dell’apprendimento formale e permanente dei lavoratori, ma anche delle forme di prestazione lavorativa, dei rapporti di lavoro e della sicurezza sociale e protezione della salute sul lavoro.

«Il tasso di disoccupazione è sceso dal 13,4% dell’aprile 2012 al 5,04% di settembre 2019». In questo periodo il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito da 398.000 a 168.000, «risultati che nessuno avrebbe creduto otto anni fa», ha detto Richter. Il tasso di occupazione della popolazione attiva (tra 20 e 64 anni) ha raggiunto il 72,4%, superando l’obiettivo del 72% fissato per la Slovacchia nella strategia Europa 2020 e approvato dal governo slovacco nel dicembre 2014.

(Red)

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