Andruskó vuole testimoniare sulla corruzione di due ministri

Il collaboratore di giustizia Zoltán Andruskó, l’intermediario imputato per l’omicidio Kuciak che ha chiesto il patteggiamento e che sarà solo un testimone nel processo che vedrà alla sbarra il mandante Marián Kočner e gli altri tre componenti la banda, intenderebbe testimoniare con gli investigatori anche della corruzione di due ministri nel presente governo. Lo avrebbe detto durante l’udienza alla Procura speciale quando ha patteggiato con l’accusa. La cosa è stata confermata al quotidiano Dennik N dall’avvocato Roman Kvasnica, che rappresenta Zlatica Kušnírová, madre di Martina, la fidanzata assassinata di Ján Kuciak. Il caso, secondo Kvasnica, dovrebbe essere indagato da Peter Juhas, che ha anche indagato sull’omicidio Kuciak.

Sebbene non siano stati fatti pubblicamente i nomi dei due ministri in questione, la stampa è arrivata presto alla conclusione – in particolare il sito Aktuality.sk per il quale lavorava Kuciak, che si tratterebbe di quelli del Lavoro Jan Richter, e degli Interni Denisa Sakova, entrambi membri del partito Smer-SD. Prontamente il primo ministro Peter Pellegrini, vicepresidente dello stesso partito, ha dichiarato che nessuno coprirà nessuno né chiederà alla polizia di ostacolare le indagini o insabbiare il caso. «Se viene dimostrato che un ministro dell’attuale governo o di quello precedente ha infranto la legge, si applicherà a loro il principio di punibilità valido per tutte le altre persone», ha dichiarato Pellegrini, chiedendo che Andruskó venga ascoltato al più presto in modo da chiarire le cose e dicendosi pronto ad intervenire con decisione se le autorità identificassero dei fatti di illegalità.

Il capo del governo ha inoltre reagito a notizie di stampa sulle presunte comunicazioni tra Kočner e il vicepresidente del Parlamento Martin Glváč, un altro politico di alto profilo di Smer-SD, già ministro della Difesa nella scorsa legislatura. Su Dennik N si legge che l’ex ministro avrebbe scritto all’uomo d’affari attraverso la ormai famosa app crittografata Threema di lotti di terreno nella zona di Čierna Voda vicino a Bratislava, che sarebbero ufficialmente di proprietà di un ex socio del gruppo finanziario J&T, ma che potrebbero essere associati al nome di Glváč. Pellegrini ha dichiarato di non avere dettagli su questo scambio e che ne avrebbe discusso con l’onorevole Glváč. E ha dichiarato che se il contenuto dei loro rapporti dovesse essere “tossico”come nel caso dell’ex sottosegretario Monika Jankovská e di altri giudici, «prenderemo seriamente in considerazione i nostri prossimi passi».

I due ministri in questione si sono detti sorpresi dalle accuse ed estranei a qualunque fatto illegale di cui possono essere a conoscenza. E Martin Glváč ha negato di aver stipulato accordi commerciali con Marian Kočner, come di essere il vero proprietario dei terreni in discussione. Glváč era già finito, all’inizio di quest’anno, in un altro affaire, divenendo presunta vittima di lady Zsuzsová, la donna spregiudicata che ha contribuito a organizzare due omicidi, tra i quali quello di Kuciak, e che su ordine di Kočner contattava personaggi in vista di politica e magistratura e ne registrava le comunicazioni con l’intento di collezionare materiali potenzialmente utili a ricattarli.

(La Redazione)

Foto vlada.gov.sk

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