Finanziamento delle chiese, il Parlamento aggiorna la legge del 1949

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Dopo anni di tentativi di riforma, il Parlamento ha approvato la scorsa settimana un nuovo sistema di finanziamento per le istituzioni religiose, che cambia le cose dopo 70 anni. Il nuovo approccio «riflette le conclusioni del comitato di esperti», che convalida un sostegno diretto delle confessioni religiose con risorse statali «ma in una forma aggiornata, basata sui principi di giustizia, trasparenza, solidarietà e indipendenza delle chiese nel rispetto delle possibilità economiche dello Stato», ha affermato il ministro della Cultura Ľubica Laššáková (Smer-SD). Il denaro dello Stato sarà solo una delle fonti di finanziamento delle attività delle istituzioni religiose, che saranno munite di «un livello più elevato di indipendenza». La questione del finanziamento delle istituzioni e comunità religiose era uno dei punti del programma dell’attuale governo. La legge precedente, del 1949, era nata in una situazione politica e sociale diametralmente diversa da quella odierna e metteva le organizzazioni religiose in completa dipendenza economica dallo Stato.

Ogni confessione religiosa registrata riceverà un contributo a livello del 2019, che sarà aumentato annualmente in base all’aumento dell’inflazione e il tasso di adeguamento salariale dei dipendenti nell’esercizio del loro lavoro nell’interesse pubblico. Il contributo statale sarà usato per finanziare le spese relative al culto, all’istruzione, alle attività sociali e culturali, ai salari e ai costi operativi. Tra le novità principali c’è una modifica delle modalità di finanziamento degli stipendi del clero, per i quali lo Stato fornirà alle chiese registrate un ammontare di denaro in base al numero di fedeli. Un principio di solidarietà andrà a correggere il tiro nei confronti delle istituzioni religiose con un numero inferiore di membri.

Le confessioni religiose avranno l’obbligo di presentare una relazione annuale sulla gestione dei contributi ricevuti dallo Stato, che il ministero della Cultura pubblicherà sul suo sito web. Alle chiese, cristiane e non, è riconosciuto da parte dello Stato un ruolo nel campo dell’istruzione, del lavoro sociale, della cultura e della cura dei monumenti culturali nazionali, oltre che una parte importante nella costruzione dell’identità nazionale e nell’opera di riconciliazione sociale.

I rappresentanti delle confessioni cristiane e l’Unione centrale delle comunità religiose ebraiche hanno accolto con favore la nuova legge sul finanziamento delle chiese in Slovacchia, che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2020 e «sostituirà la legislazione comunista, che prevede il controllo delle istituzioni religiose», ha affermato Stanislav Zvolensky, presidente della Conferenza episcopale slovacca, aggiungendo di apprezzare l’atteggiamento rispettoso dello Stato nei confronti delle istituzioni religiose. La Chiesa luterana sottolinea che il contributo statale coprirà solo una parte dei costi, mentre la maggior parte delle finanze per le attività della chiesa continuerà a venire dalle offerte dei credenti.

(Red)

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Chiesa della SS.Trinità, Bratislava

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