A Bratislava l’Ensemble Arco Antiqua: musiche da Medioevo e Rinascimento

Nell’anno in cui ricorre il 500° anniversario della scomparsa di Leonardo da Vinci, l’Istituto Italiano di Cultura organizza il 29 ottobre, alla Chiesa dei Cappuccini di Bratislava, il concerto dell’Ensemble Arco Antiqua attraverso un viaggio musicale che parte dal Medioevo fino ad arrivare alle musiche di quel periodo di grande rinascita culturale che è stato il Rinascimento.

Le musiche proposte sono spesso di autori anonimi, con brani di provenienze diverse, si va dalla “Danza del Porcaro”, di origine ungherese a brani di autori importanti come Michael Praetorius (1571-1621). Viene anche presentato un brano tratto dai celebri testi medievali Carmina Burana ed anche la composizione “Canconeta de Purim” scritta da Mordecai Dato, intellettuale emiliano vissuto nel XVI secolo che rappresenta una delle poche testimonianze di musica ebraica italiana del Cinquecento. E’ presente anche un omaggio a San Francesco d’Assisi con la composizione “Sia Laudato San Francesco” tratto dal Laudario di Cortona. Una parte dell’evento è dedicata alla “Follia”, tema tra i più antichi della musica europea, tra i brani suonati a Bratislava anche “Saltarello” e “Tourdion”, sempre molto amati dal pubblico di ieri e di oggi.

Ensemble Arco Antiqua si presenta a Bratislava, per la prima volta, con questa formazione:

Michele Mastrotto: percussioni, piva e salterio
Luciano Sberze: nickelharpa e piva
Luca Ventimiglia: flauti
Walter Rizzo: ghironda
Guido Trebo: maestro concertatore

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Per andare a conoscere meglio cosa aspettarci dall’evento abbiamo posto qualche domanda ad uno dei leader dell’Ensemble.

Quando è nato l’Ensemble Arco Antiqua?

L’Ensemble Arco Antiqua nasce nel 2014, come nuova realtà ideata per fare sintesi dell’esperienza pluriennale di alcuni musicisti, soprattutto residenti nell’Italia Settentrionale e specializzati in prassi esecutiva antica.

Quali composizioni/tematica presentate il 29 ottobre nel concerto di Bratislava? 

Il concerto è un invito all’ascolto della musica popolare che si sviluppa fra Medioevo e Rinascimento. Si tratta di brani che avevano una larga diffusione presso diversi strati sociali della popolazione e che fondamentalmente sono legati al tema della festa, della gioia, dello scherzo: una sana follia, dal tono quasi carnevalesco, che ispira una profonda gioia di vivere, uno slancio genuino verso la dimensione libera e non censurata delle taverne, delle corti a festa, delle danze pubbliche.

Un ambito completamente slegato dalla dimensione sacra o liturgica; anche il rimando a San Francesco – con il brano “Sia Laudato San Francesco”, tratto dal Laudario di Cortona – è più legato alla dimensione popolare del Santo, che già in vita ebbe un seguito di fedeli senza precedenti, proprio per la sua capacità di rapportarsi anche alle persone più semplici, nella loro dimensione quotidiana.

Il tempo dell’indagine va dal tardo Medioevo al Rinascimento: un momento storico particolarmente felice per la cultura e per la musica italiane, che in quest’epoca videro l’attività di alcuni geni assoluti, come, appunto, Leonardo Da Vinci.

Da FB/arcoantiqua

Ascoltando su Youtube vari brani che sentiremo, bisogna evidenziare che nonostante appartengano a vari secoli fa, hanno ancora un enorme fascino e quindi non sono confinati nel passato, ma anzi al contrario sono contemporanei, è anche Lei di questa opinione?

Più che di una contemporaneità dei suoni e dell’impianto musicale, parlerei di una attualità – o forse di una dimensione senza tempo – dello spirito che contraddistingue questa musica.

L’esigenza di assecondare una sana gioia di vivere, la condivisione dei momenti di festa sono elementi propri dell’umanità in qualsiasi tempo. Più che la dimensione del dolore, e forse anche più di quella della spiritualità, l’istinto per la gioia di vivere è stato elogiato in ogni epoca: l’amore, la danza, il riso, i temi di queste musiche sono gli stessi che incontriamo da sempre, in qualsiasi cultura. Infatti durante il concerto presenteremo brani di diversa origine, italiani, ma anche dell’area mitteleuropea e della tradizione ebraica.

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Nel concerto utilizzate degli strumenti particolari, basta pensare alla Viola d’amore a chiavi (Nyckelharpa), al Salterio o alla Ghironda, cosa ci può dire di questi?

L’esecuzione di musiche secondo una prassi storicamente informata richiede di fare il possibile per eseguire le musiche con gli strumenti dell’epoca cui appartengono.

Per questo programma, in verità, l’esecuzione è più libera, poiché, trattandosi appunto di musica popolare, queste composizioni venivano eseguite di volta in volta con strumenti diversi (a seconda di quello che consentiva la situazione del momento): la scelta è quindi caduta su strumenti di cui sappiamo l’esistenza nell’Italia tardomedioevale.

La Nickelharpa è uno strumento curioso, che è sopravvissuto solo nella tradizione musicale popolare scandinava, ma di cui abbiamo una raffigurazione entro uno splendido affresco quattrocentesco nella Cappella del Palazzo Pubblico di Siena: evidente prova che un tempo era diffuso anche nell’Europa meridionale. Salterio e Ghironda sono invece emblematici dell’epoca antica: la loro sonorità è tipicamente associata al Medioevo, anche se in realtà questi strumenti sono sopravvissuti fino ad oggi, anche se non nella letteratura colta ma piuttosto nella musica popolare.

Sinfonia 2a. – Giovanni Battista Runcher (1714-1791)

Giovanni Battista Runcher (1714-1791)Sinfonia 2.a in Re maggiore per corni ed archi.Venezia, Biblioteca del Conservatorio di Musica, Fondo Correr, Buste 107,118,53, 113, 54. Ricostruzione a cura di Clemente Lunelli.Historically informed performancePeriod instrumentsFestival regionale di Musica Sacra 2019Pasqua Musicale Arcense 2019Ensemble Arco AntiquaGuido Trebo, direttorewww.arcoantiqua.itAllegroAndante sempre pianoAllegro

Uverejnil používateľ Arco Antiqua Utorok 16. júla 2019

Lei è direttore d’orchestra e altro, ci può parlare (in breve) degli altri membri dell’Ensemble?

L’Ensemble è un gruppo molto vario, che raccoglie alcuni dei migliori giovani musicisti del settore e si scompone e ricompone a seconda del repertorio scelto.

Per questo concerto abbiamo il piacere di ascoltare Luciano Sberze alla nickelharpa, Michele Mastrotto alle percussioni, Luca Ventimiglia ai flauti e Walter Rizzo alla ghironda.

Walter Rizzo è sicuramente uno dei migliori ghirondisti italiani, che ha lavorato con le maggiori formazioni musicali nazionali, ma anche un ricercatissimo liutaio, esperto nella fabbricazione di cornamuse francesi: uno che ha fatto della musica antica un modo di vivere a 360 gradi. Luciano Sberze è partito dallo studio del violino tradizionale, per approdare poi al mondo della musica antica e della musica popolare e folclorica; oltre che della nickelharpa, è esperto suonatore di cornamusa, in particolare di musette e gaita galiziana.

Michele Mastrotto è un percussionista, ma suona anche la cornamusa e altri strumenti a fiato; il suo approccio alla musica antica è molto fresco e spontaneo, non indenne da contaminazioni e crossover vista la sua esperienza in vari generi musicali – dal jazz, alla classica, dalla musica popolare alla musica antica. Per il nostro concerto sarà impegnato al salterio, di cui è un assoluto virtuoso, ma anche alla cornamusa e alle percussioni.  Luca Ventimiglia è un apprezzato flautista, che già vanta una intensa attività concertistica – straordinaria data la sua giovane età. Anche per lui, ovviamente, dobbiamo segnalare la passione per la musica di impronta popolare e l’attenzione agli strumenti del folclore tradizionale di diversi territori, come il whistle (che suonerà anche in questo concerto).

Undique sacri – Mottetto – Pasquale Cafaro (1715-1787)

Undique sacriMottetto a voce sola di contralto con V.V. trombe, ed oboeNapoli, Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella, NA0059 30-1-3(8)Historically informed performancePeriod instrumentsFestival regionale di Musica Sacra 2019Pasqua Musicale Arcense 2019Aurelio Schiavoni, Controtenore in registro di contraltoEnsemble Arco AntiquaGuido Trebo, direttorewww.arcoantiqua.itSinfoniaUndique sacri, RecitativoIrato turbine, AllegroVulneratus amore, RecitativoSacra Flamma, AndantinoSperare namque, RecitativoAlleluia, Con Spirito.

Uverejnil používateľ Arco Antiqua Sobota 22. júna 2019

Venite da una zona incantevole della zona del Garda, ci dica qualcosa del paese dal quale venite?

“Per quanto si sia al principio di dicembre, io vivo nel Paradiso terrestre, cioè ad Arco, dove nel mezzo dell’inverno si gode una dolce e perenne primavera di clima, di fiori e di frutti. Qui non si sente la furia dei venti, né il rigore delle nevi” (Scipione da Castro, nella trascrizione di Ambrogio Franco – sec. XVI).

Con queste parole si descriveva anticamente Arco e in genere il territorio dell’Alto Garda. Una strana “terra di mezzo”, dove per secoli è stato posto il confine fra Venezia ed il Sacro Romano Impero; dove gli ulivi e le palme incontrano le foreste di abeti ed i rododendri alpini; una terra mediterranea nel cuore delle Alpi. Arco ha una vocazione internazionale da sempre: i conti d’Arco (che dalla città prendono il nome) furono per secoli camerieri e legati imperiali, al servizio delle corti di Vienna e di Praga. Fu uno di loro a portare alla corte di Rodolfo II il primo esempio di melodramma, nella famiglia si contano diversi musicisti e poeti che furono attivi presso le corti di Mantova e di Ferrara, fra le più interessanti e rinomate per ricchezza e originalità culturale nel Rinascimento.

In epoca più tarda, a fine Ottocento e fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Arco fu un famosissimo Winterkurort, ove trascorreva la stagione invernale il jet set europeo – fra cui illustri esponenti della Casa d’Austria, della Baviera e perfino della Russia zarista, come ad esempio la famiglia Skrjabin.  La vocazione turistica è sopravvissuta nei secoli e ancora oggi Arco è meta internazionale, sia per il turismo attivo che per quello culturale.

Da FB/arcoantiqua

Essendo la prima volta che vi esibite in Slovacchia cosa vi aspettate dal concerto del 29 ottobre, nella Chiesa di Cappuccini a Bratislava?

E’ sempre un piacere poter confrontarsi con pubblici diversi; noi portiamo la nostra esperienza, necessariamente legata ad una formazione culturale italiana, ma aperta a stimoli e storie diverse; Bratislava è una destinazione culturale meravigliosa, una città ricca di storia e sede di un prestigioso conservatorio. La crescita culturale di ciascun individuo e delle stesse nazioni è costituita principalmente da esperienze ed incontri: avere l’occasione di portare un repertorio e un progetto musicale in un nuovo contesto è certamente fonte di arricchimento e di crescita. La musica scelta, inoltre, facendo riferimento ad un repertorio molto popolare e culturalmente trasversale, sono certo che coinvolgerà anche per il pubblico di Bratislava.

(Marco Gerbi)

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Cosa: “Musica tra Medioevo ed il Rinascimento di Leonardo da Vinci”
Quando: martedì 29 ottobre, ore 20:00
Dove: Chiesa dei Cappuccini, Župné námestie 10, Bratislava
Organizzato da: IIC Bratislava
Ingresso libero
Per maggiori info vedere sul sito IIC

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