Italia, corruzione: la nuova tangente è il posto di lavoro, soprattutto al Sud

Centodiciasette arresti per corruzione, tra cui 47 politici e 20 sindaci, e 152 provvedimenti della magistratura. Sono i numeri della Corruzione in Italia negli ultimi tre anni presentati ieri dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, nel dossier “La corruzione in Italia nel triennio 2016-2019: numeri, luoghi e contropartite del malaffare”. Numeri che indicano una Italia ancora impregnata di malaffare, da nord a sud, con decine di politici coinvolti, ma anche una corruzione molto diversa da quella a cui abbiano assistito nei decenni precedenti come l’epoca di Tangentopoli. “È una corruzione diversa anni luce da quella di Tangentopoli, le mazzette sono di piccolo calibro rispetto al passato. È imparagonabile il livello degli ultimi tre anni rispetto a Tangentopoli” ha spiegato Cantone, secondo il quale “proprio per il suo carattere pulviscolare può essere aggredita, sia con le misure repressive che con quelle preventive”.

Corruzione, Cantone: “Il funzionario si accontenta di farsi pulire il giardino”
Se infatti ancora oggi il principale strumento dell’accordo illecito è il denaro, presente nel 48% dei casi esaminati dal report, le somme ormai spessissimo sono molto esigue e non vanno al di là di poche migliaia di euro o addirittura poche centinaia. Al contrario, prendono sempre più piede forme di corruzione decisamente più pragmatiche come benefit e ricompense di varia natura. “Assistiamo a una corruzione pulviscolare, oggi il funzionario si accontenta di farsi pulire il giardino di casa” ha spiegato Cantone. Tra i pagamenti per corrompere i funzionario troviamo buoni benzina, pernottamenti, servizi di pulizia, ristrutturazioni edilizie, traslochi, lavori di falegnameria e giardinaggio e addirittura prestazioni sessuali.  “Tutte contropartite di modesto controvalore indicative della facilità con cui viene talora svenduta la funzione pubblica ricoperta” spiega il report

Sicilia in testa come numero di casi di corruzione
Tra di queste però quella più richiesta è il posto di lavoro per congiunti parenti e amici. Una pratica diffusa soprattutto al sud. Meridione che purtroppo ha anche la leadership dal punto di vista numerico per i casi di corruzione piazzando per quattro regioni nelle prime cinque per numero di casi scoperti. In testa c’è la Sicilia dove nel triennio sono stati registrati 28 episodi di corruzione (18,4% del totale) quasi quanti se ne sono verificati in tutte le regioni del Nord (29 nel loro insieme).  Seguono il Lazio (con 22 casi), la Campania (20), la Puglia (16) e la Calabria (14).

Gli appalti pubblici sempre nel mirino
Per quanto riguarda i motivi della corruzione la stragrande maggioranza, il 74% dei casi, ha riguardato l’assegnazione di appalti pubblici. Il restante 26% è composto da procedure concorsuali, procedimenti amministrativi, concessioni edilizie e corruzione in atti giudiziari. La corruzione dunque “benché all’apparenza scomparsa dal dibattito pubblico, rappresenta un fenomeno radicato e persistente, verso il quale tenere costantemente alta l’attenzione” spiega l’Anc anche se, come sottolinea Cantone, “è un quadro preoccupante ma non devastante perché l’Italia sta guadagnando posizioni nelle classifica della lotta alla corruzione e della trasparenza. È un fenomeno che può essere ridimensionato e riportato ai binari fisiologici di una normale burocrazia”.

(Antonio Palma, Fanpage cc by nc nd)

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