Bratislava, l’Autorità europea del lavoro (ELA) ha iniziato ufficialmente ad operare

L’Autorità europea del lavoro (ELA) con sede a Bratislava è stata inaugurata cerimonialmente oggi a Bruxelles. Alla cerimonia hanno partecipato i massimi rappresentanti dell’UE e della Slovacchia. Sempre oggi si è svolta anche la prima riunione del suo consiglio di amministrazione, composto da rappresentanti degli Stati membri, della Commissione, delle parti sociali a livello di Unione europea, del Parlamento europeo, nonché di osservatori di Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e altre agenzie dell’UE in materia di occupazione e affari sociali. Alla riunione, nell’edificio Berlaymont della Commissione europea, hanno preso parte anche il presidente uscente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il vice Valdis Dombrovskis e il commissario per Occupazione, affari sociali e inclusione Marianne Thyssen. Domani 17 ottobre i membri del consiglio si incontreranno per adottare le decisioni necessarie per mettere in opera l’Autorità e discutere sul programma di lavoro di avvio, tra cui metodi e piano di lavoro e altre questioni relative al personale. Come ha affermato il premier Pellegrini, ELA sarà ufficialmente aperta a Bratislava nell’estate 2020.

L’inaugurazione avviene due anni dopo che il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker ha annunciato l’idea di tale autorità nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2017 davanti al Parlamento europeo. Con il presidente Juncker erano alla cerimonia di apertura a Bruxelles il primo ministro slovacco Peter Pellegrini, il ministro slovacco del Lavoro Jan Richter, i vicepresidenti della Commissione Valdis Dombrovskis e Maroš Šefčovič, la commissaria Marianne Thyssen e altri ospiti.

Jucker ha detto che non sorprende che l’ELA sia stata istituita a tempo di record, perché è un ente assolutamente necessario, e sarà «pietra angolare del nostro lavoro per rendere le regole del lavoro dell’UE giuste, efficaci e applicabili». «L’Autorità fornirà ai lavoratori e ai datori di lavoro un migliore accesso alle informazioni sui loro diritti e doveri e sosterrà le autorità nazionali del lavoro nelle loro attività transfrontaliere. Ciò supporterà direttamente i milioni di europei che vivono o lavorano in un altro Stato membro, nonché le milioni di imprese che operano a livello transfrontaliero nell’UE. Questo è un altro passo importante verso un mercato del lavoro europeo integrato basato su fiducia, regole affidabili e cooperazione efficace. Voglio ringraziare tutti coloro – in Parlamento, Consiglio e Commissione – che hanno reso l’Autorità una realtà, e le auguro ogni successo».

L’Autorità europea del lavoro avrà tra i suoi obiettivi quello di facilitare l’accesso alle informazioni e ai servizi ai cittadini e alle imprese in merito ai loro diritti e doveri, facilitare la cooperazione tra gli Stati membri nell’applicazione del diritto dell’Unione nel suo ambito, facilitare ispezioni concertate e congiunte, combattere il lavoro sommerso, mediare e cercare soluzioni nelle controversie transnazionali. Oggi circa 17,5 milioni di cittadini europei vivono o lavorano in un altro Stato membro, il doppio rispetto a dieci anni fa. E milioni di aziende operano oltre confine. L’Autorità dovrà facilitare l’applicazione delle norme del corpus legislativo dell’UE che regola diversi aspetti della mobilità e favorire gli scambi tra le autorità nazionali competenti.

La scelta di Bratislava come sede dell’ELA, una delle tante agenzie decentrate dell’UE, è recentissima, e risale al giugno di quest’anno. Secondo le stime, l’organismo avrà un budget annuale intorno ai 50 milioni di euro, con circa 140 dipendenti di cui 60 esperti inviati dai vari paesi membri dell’UE entro il 2024. Il governo slovacco ha offerto all’UE un edificio a ridosso del centro storico di Bratislava, all’indirizzo Landererova 12, nell’area di Eurovea, disponibile da questo mese. La Slovacchia era l’ultimo paese del grande allargamento dell’Unione europea del 2004, membro anche dell’Eurozona e di Schengen, che era ancora senza un’agenzia o un’istituzione europea sul suo territorio. Sull’autorità incombe tuttavia un’ombra: il 25 settembre, in una riunione a porte chiuse, la commissione giuridica dell’UE (JURI) ha approvato un documento confidenziale con il quale si mette in dubbio il diritto del Consiglio dell’UE a selezionare la sede centrale delle agenzie europee, sottolineando inoltre che l’intero processo di assegnazione è assurdo e non trasparente. Vale a dire, si contesta la scelta, tra le altre, del metodo di scelta della sede dell’ELA, ma anche dell’Agenzia del farmaco, per cui era candidata Milano.

(Red)

Foto European Union/
EC – Audiovisual Service
Foto FB/pellegrini.peter

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