Una registrazione di 39 ore del caso Gorilla recapitato ai media slovacchi

Dopo diversi anni di indagini inconcludenti e sonnolente dichiarazioni di voler andare a fondo sul caso, lo scandalo chiamato Gorilla è ritornato attuale grazie a una copia delle registrazioni trovata lo scorso anno nella cassaforte di Marián Kočner, incriminato tra le altre cose per l’omicidio del giornalista Ján Kuciak, e di cui negli ultimi giorni si è parlato parecchio. Proprio questa mattina alcune decine di giornalisti si sono trovati nella propria casella postale elettronica una email con un link web dove trovare l’audio in questione, 39 ore di conversazioni presumibilmente registrate dai servizi segreti nel 2005-2006, i mesi finali del secondo governo di Mikuláš Dzurinda, che nella primavera 2006 verrà sconfitto alle elezioni e sarà subentrato da un esecutivo di coalizione capitanato dal leader di Smer-SD Robert Fico.

Le registrazioni sarebbero state effettuate in un appartamento di via Vazovova, nel centro di Bratislava, che il socio di riferimento del gruppo finanziario Penta, Jaroslav Haščák, aveva in uso per incontrarvi politici e grandi imprenditori con i quali discutere di privatizzazioni e tangenti. Nel testo si menzionano tra gli altri i nomi dell’ex ministro dell’Economia Jirko Malchárek, dell’ex presidente del cda del Fondo di proprietà nazionale (dove erano confluite le aziende statali in via di privatizzazione) Anna Bubeníková, ma anche gli ex primi ministri Robert Fico e Mikuláš Dzurinda.

L’apparizione del file è un po’ un déjà-vu. Già a fine 2011, pochi mesi prima delle elezioni della primavera 2012 (una situazione simile a oggi), una lunga e dettagliata trascrizione delle registrazioni del caso Gorilla, poi dimostratasi veritiera, era stata caricata su internet da una persona anonima. I contenuti del materiale avevano suscitato un’ondata di proteste e critiche nei confronti delle persone coinvolte, ma le indagini sui contenuti del dossier non hanno portato a nulla malgrado gli interrogatori e le testimonianze di decine di persone interessate dei fatti, e diverse notizie di presunti reati individuati. Le autorità di contrasto avevano dichiarato in passato che le prove raccolte non consentivano agli investigatori di sporgere denuncia nei confronti di persone specifiche.

L’incisione audio è ritornata alla ribalta delle cronache con la rivelazione di una conversazione in cui il controverso imprenditore Marián Kočner rimproverava con toni duri l’ex procuratore generale della Repubblica Slovacca Radoslva Trnka per aver tentato di ricattare Haščák chiedendogli un milione di euro per avere la registrazione. Ma il file era già stato venduto allo stesso Haščák da Kočner, presumilmente ottenuto da agenti dell’intelligence slovacca, e che si era premurato di farne una copia.

Ora il gruppo Penta ha dichiarato che intraprenderà azioni legali in merito a questo caso, e che una registrazione di questo tipo, «indipendentemente dalla sua origine, è materiale illegale e non può essere pubblicato e utilizzato (in tribunale)». Il modo in cui le redazioni slovacche hanno ricevuto il materiale è chiaramente dovuto «ad attività criminali», ragion per cui la società è pronta a presentare una denuncia penale. Penta inoltre avverte che le registrazioni pubblicate sono probabilmente manipolate, e quindi prive di credibilità. Penta nega di avere mai «rubato una sola corona [la valuta in corso allora, prima dell’euro] ai contribuenti slovacchi», e del resto l’unità investigativa che ha verificato il dossier Gorilla non ha preso provvedimenti. La registrazione trovata in casa di Kočner è stata giudicata autentica dall’ex capo della squadra investigativa Gorilla, Lukáš Kyselica. Ma Penta mette in dubbio questo giudizio, e chiede di vedere un’analisi completa fornita dagli esperti che escluda completamente la possibilità di manomissione, ricordando che le moderne tecnologie praticamente non sono in grado di escludere a priori che la registrazione sia stata creata ad arte. E sottolinea che già nel 2012 la Corte costituzionale ha definito illegali qualunque registrazione del caso Gorilla e ha imposto alle autorità statali che ne possano disporre di distruggere i file.

(Red)

Foto Pexels CC0

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