Galko e i membri dissenzienti di SaS lasciano il partito e creano un proprio gruppo

Il recente terremoto all’interno del partito liberale SaS, non il primo per la verità, che ha visto ancora vincitore il suo fondatore e presidente Richard Sulík, ha provocato l’emorragia di diversi deputati, annunciata con una conferenza stampa ieri. L’ex presidente del gruppo parlamentare di Libertà e Solidarietà (SaS) Jana Kiššová, Natália Blahová, Ľubomír Galko, Jozef Rajtár e altri cinque deputati hanno deciso di lasciare SaS, e intendono creare un proprio gruppo parlamentare presieduto da Kiššová o Blahová. Questa fuga, secondo Kiššová, è la naturale conseguenza di un processo avviato dal capo di SaS Sulik quando, in settembre, ha convocato un congresso straordinario allo scopo di riaffermare la sua leadership nel partito, non lasciando il tempo ad eventuali concorrenti alla carica. Secondo Galko, ex ministro della Difesa e contendente di Sulik, le idee del nuovo gruppo sono sovrapponibili a quelle di SaS per «oltre il 90%, ma il motivo per cui non è possibile andare avanti insieme è il modo in cui [Sulik] ha preso una iniziativa di forza per dimostrare il suo potere all’interno del partito». Per il momento non è chiaro se i parlamentari dissidenti riusciranno a creare un partito e presentarsi alle elezioni del 2020. Quel che è certo è che adesso quello di SaS sarà il gruppo parlamentare meno numeroso in Parlamento. Basterebbe la perdita di un altro paio di deputati per vedersi abrogato. Per l’istituzione (o la soppravviveza) di un gruppo parlamentare sono necessari almeno otto deputati.

La spaccatura tra il presidente SaS Richard Sulik e il vicepresidente Lubomir Galko ha provocato l’abbandono di più di venti membri del partito, che hanno fondato la piattaforma Nucleo democratico di SaS. All’inizio di settembre Sulik ha convocato un congresso straordinario ed è stato rieletto presidente per altri quattro anni, contestato da alcuni rappresentanti della direzione del partito. La lista elettorale per le imminenti elezioni parlamentari, approvata dopo il congresso, ha escuso sia Galko che tutti i membri dissenzienti. Nel frattempo, Blahová è stata espulsa dal partito il 5 ottobre scorso, e pochi giorni dopo Galko ha sbattuto la porta.

Secondo Galko i membri del nuovo raggruppamento sono diventati oltre quaranta nelle ultime ore, e potrebbero essere cinquanta entro la fine dell’anno. Il partito Libertà e Solidarietà ha ottenuto il 12,1% di voti alle ultime elezioni del 2016, e 21 seggi parlamentari, un risultato quasi identico al 2010 quando il partito si presentò per la prima volta agli elettori. Alle Europee di maggio aveva ricevuto il 9,6%, ed eletto due deputati europei. Oggi SaS veleggia a meno del 7%.

(Red)

Foto: Lubomir Galko (FB/Sloboda a Solidarita)

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