Minacce, tangenti e ricatti: un altro tassello della ragnatela di Kočner

Una registrazione audio che presumibilmente risale al 2014, di cui il quotidiano Dennik N ha pubblicato una trascrizione, riporterebbe una discussione avvenuta tra il controverso uomo d’affari Marián Kočner e l’ex procuratore generale Dobroslav Trnka, i quali avrebbero discusso di un ricatto a Jaroslav Haščák, capo del gruppo finanziario Penta. Lo stesso file audio lascerebbe presumere che nel 2011 Haščák e Kočner avevano corrotto parlamentari per la rielezione di Trnka a procuratore generale. Trnka però non venne eletto, con un solo voto mancante.

Nella trascrizione Kočner chiede a Trnka perché ha ricattato Haščák, ricordandogli che sapeva che era suo amico e che «ti ha aiutato a comprare deputati quando volevi essere confermato procuratore generale». Haščák avrebbe pagato un milione di euro per questo scopo, e lo stesso avrebbe fatto Kočner: «Non è colpa mia se abbiamo perso per un voto, dovevi gestire tu i rapporti con l’Unione Democratica e Cristiana Slovacca (SDKU), che non ha dato nessun voto». Anche altri procuratori lavoravano per Kočner: ad esempio, il procuratore Bystrík Palovič ha aiutato ad aggiustare sentenze a favore di Kočner in cambio di soldi, e in un caso Kočner avrebbe usato Bystrík per offrire un “30” al procuratore Zdenko Čaniga per una sentenza favorevole in un caso di evasione fiscale contro l’imprenditrice Kornélia Dimičová. Tutti i personaggi coinvolti negano tuttavia qualsiasi illecito.

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Denník N ha scritto di aver ricevuto la registrazione, che dura 70 minuti e che presumibilmente è stata fatta da Kočner, come detto, nell’estate 2014. Trnka avrebbe tentato di ricattare Haščák usando una registrazione di una conversazione avvenuta nell’appartamento del centro di Bratislava in cui quest’ultimo incontrò politici e funzionari nel 2005 in quel complotto tra affari e politica reso famoso dal caso Gorilla. Secondo il quotidiano Kočner nell’audio ha minacciato Trnka di farlo fuori, e disse che i giorni di suo figlio erano contati. Il tutto tra urla e offese volgari. A volte con toni surreali: «Ti ammazzo». «Lo so che mi ammazzi»…

Dopo l’uscita dell’articolo, Haščák ha subito preso le distanze con un comunicato da tutte le “presunte attività” alle quali dovrebbe essere associato secondo quanto pubblicato da Dennik N, e ha affermato di avere contattato per iscritto a un investigatore e un procuratore offrendosi di testimoniare, se necessario. Secondo l’agenzia di stampa Tasr, la polizia ha inviato la registrazione per un esame di esperti.

La presidente slovacca Zuzana Čaputová ritiene che la registrazione non verrà ignorata senza una rapida reazione degli organi competenti, poiché tutti devono credere che le cose non funzioneranno più in questo modo in Slovacchia. «Il procuratore generale dovrebbe essere il supremo guardiano della legalità», ma invece di servire la giustizia, “era la giustizia al servizio degli interessi di un gruppo di persone».

Da più parti sono intervenuti politici di ogni schieramento per chiedere un pronto intervento delle autorità nei confronti di Trnka. Il leader di Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik ha chiesto al procuratore speciale Dušan Kováčik di ordinare immediatamente l’arresto dell’ex procuratore generale Dobroslav Trnka, che peraltro in una trasmissione in diretta ha confessato di aver agito contro la legge, «ricevendo denaro per decisioni che non avrebbe mai dovuto prendere». Secondo il partito al governo Most-Hid, Trnka dovrebbe dimettersi dalla carica di procuratore. «È inconcepibile che dopo la pubblicazione» di Dennik N «si possa di nuovo sedere sulla poltrona di procuratore durante le indagini», ha dichiarato il portavoce di Most-Hid, chiedendo che venga fatta al più presto pulizia in magistratura e nelle forze dell’ordine dalle persone collegate con Marián Kočner. Per il partito Za ľudí si tratta di un altro pilastro dello Stato che crolla: un magistrato che invece di mandare in prigione i criminali cerca di vendere informazioni, ricatta e ha persino influenzato la giustizia a favore della mafia.

Il Primo Ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) ha invitato le persone coinvolte nelle registrazioni legate allo scandalo Gorilla ad ascoltare la propria coscienza e a considerare le dimissioni da incarichi pubblici. Nessuno impedirà alla polizia di indagare onestamente sui sospetti derivanti dall’ultima registrazione trapelata di una conversazione tra Kočner e l’ex procuratore generale Trnka, ha sottolineato il premier. Il caso Gorilla era incentrato sulle tangenti per i deputati nella legislatura 2002-2006 e sulle privatizzazioni di imprese statali strategiche durante il governo di Mikuláš Dzurinda; è chiaro che gli attori coinvolti nello scandalo hanno continuato a ricattarsi a vicenda in seguito, ha detto Pellegrini, ribadendo la necessità di ripulire la magistratura da giudici e pubblici ministeri corrotti e dicendosi disponibile alla modifica di leggi al fine di accelerare l’opera del procuratore generale.

Dichiarazioni ritenute troppo morbide dal leader di OĽaNO Igor Matovič, che esorta il primo ministro a intervenire con decisione, garantendo il suo sostegno e chiedendosi cosa abbia fatto il procuratore generale Jaromír Čižnár negli ultimi nove mesi, visto che Matovič crede che Čižnár fosse al corrente della registrazione e non abbia denunciato Trnka.

Rispondendo alle critiche, Čižnár ha spiegato che non è giuridicamente possibile sospendere il mandato del procuratore Dobroslav Trnka dal momento che finora non sono state mosse accuse penali contro di lui.

La questione sarà oggetto di una riunione straordinaria della commissione parlamentare per la Difesa e la sicurezza, che sarà convocata su proposta dei deputati dell’opposizione, cui dovrebbe partecipare per essere sentito anche il ministro degli Interni Denisa Sakova (Smer-SD). L’opposizione vorrebbe sendire anche il presidente della polizia Milan Lučanský.

(Red)

Foto bykst/CC0

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