I centri di servizi alle imprese chiedono più flessibilità nella legislazione del lavoro

I centri di servizi alle imprese rappresentano il terzo settore in Slovacchia per numero di addetti, dopo il comparto automobilistico e quello elettronico. Tuttavia, l’espansione in Slovacchia di questo ramo si è ormai esaurito dopo anni di crescita. Nell’ultimo anno i centri di servizi condivisi hanno aumentato la loro forza lavoro dell’1%, per un totale di 37.000 addetti, la cui retribuzione media è cresciuta del 3% a 1.830 euro lordi al mese. Lo dicono i dati del Forum dei centri di servizi alle imprese riportati da Teraz.sk, che parlano di ulteriori aumenti salariali del 5-10% nei prossimi tre anni. Il 72% delle persone impiegate nei centri ha istruzione universitaria, il 46% sono donne., e l’età media è di 34 anni. Bratislava e Košice rimangono le “capitali” delle aziende del comparto, ma si stanno facendo largo, grazie a diversi vantaggi, anche città come Žilina, Prešov, Komárno, Banská Bystrica e Nové Zámky.

I rappresentanti dei centri di servizi chiedono una legislazione del lavoro più flessibile, l’unico sistema possibile per dare nuova linfa al comparto e rimanere competitivi a livello globale, e lamentano problemi comuni alle altre aziende in Slovacchia come la forte crescita dei salari, la carenza di manodopera qualificata e le complicazioni nell’impiego di lavoratori stranieri, che oggi sono il 10% dei dipendenti. Se in passato la Slovacchia era particolarmente competitiva per i centri di servizi condivisi, grazie a un buon codice del lavoro e bassi costi per il personale, questi vantaggi si stanno attenuando. In ogni caso, nessuno dei centri esistenti intenderebbe lasciare la Slovacchia nel breve termine, e molti hanno in vista dei piani di espansione.

(Red)

Foto Michiel2005 cc by

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