La Slovacchia rifiuta la distribuzione volontaria dei migranti soccorsi in mare

Il problema migratorio, che è stato uno dei punti principali all’ordine del giorno del Consiglio affari interni dell’UE di martedì 8 ottobre in Lussemburgo, ha visto in modo netto la Slovacchia e i paesi di Visegrad rifiutare l’adesione al sistema volontario di distribuzione dei migranti soccorsi nel Mar Meditteraneo. Il “sistema accelerato” per la gestione dei migranti salvati, accordato nel corso di un mini summit di qualche settimana fa a La Valletta tra Germania, Francia, Italia e Malta non piace a gran parte degli altri paesi membri dell’UE, che non hanno aderito al piano presentato in Lussemburgo, malgrado l’UE dovrebbe fornire “sostegno finanziario, tecnico e operativo” ai paesi coinvolti.

Il ministro slovacco degli Interni Denisa Saková ha detto che la Slovacchia non aderirà a questa iniziativa, che presenta molti fattori di rischio e può incentivare le migrazioni. Insieme ai ministri degli altri tre paesi di Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia) insiste sul fatto che è necessario affrontare le cause della migrazione, con particolare attenzione ai paesi di origine e ai paesi di transito. «Possiamo aiutare i paesi colpiti dalle migrazioni, sia nei campi di detenzione che nei centri di asilo, ma non siamo favorevoli all’aumento della pressione migratoria, né attraverso la rotta del Mediterraneo né attraverso i Balcani», ha affermato Saková.

Nel corso del vertice, tre paesi dell’Europa sud-orientale hanno evidenziato il rischio di una nuova ondata migratoria nel Mediterraneo orientale, a causa delle minacce di Erdogan di lasciare partire milioni di migranti che finora ha ospitato, anche grazie a miliardi di euro erogati dall’UE, e soprattutto per l’attacco turco nel nord della Siria, che la scorsa settimana si è svelato in tutta la sua violenza. Centinaia di migliaia di siriani, e in particolare di etnia curda, sono dovuti fuggire dalla loro case a causa dei bombardamenti dell’aviazione turca, e potrebbero voler raggiungere l’Europa. Con una lettera congiunta, Grecia, Cipro e Bulgaria hanno sottolineato il pericolo che questa situazione possa far aumentare il numero di immigrati che arrivano sulla rotta del Mediterraneo orientale, e chiedono maggiore sostegno dagli altri partner europei.

(Red)

Foto CC0

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.