In Slovacchia le donne nelle professioni digitali sono ancora troppo poche

La Slovacchia deve intensificare gli sforzi per garantire una maggiore partecipazione delle donne nel settore digitale.
Si tratta di un impegno che riguarda 26 Stati membri della UE che hanno firmato la dichiarazione preparata dal gruppo di lavoro “Donne nell’era digitale” della Commissione Europea, presentata in occasione della “Giornata digitale” svoltasi lo scorso 9 aprile.

La partecipazione delle donne nel settore digitale è ancora in ritardo in diverse aree, secondo quanto emerge dallo studio condotto nel 2018 dalla Commissione Europea, incentrato sulla valutazione delle competenze e dell’occupazione nello specifico ambito delle tecnologie informatiche, nonché sulle capacità di utilizzo di Internet.

All’interno dell’UE, il divario di genere appare in tutti e 13 gli indicatori utilizzati nello studio, risultando particolarmente marcato nelle competenze specialistiche e nell’occupazione delle donne nel settore TIC. Infatti, solo il 17,2% degli specialisti è rappresentato da donne. Anche le donne laureate in discipline scientifico-tecnologiche (STEM) costituiscono una percentuale più bassa rispetto agli uomini, appena il 34%.
Inoltre, le donne che lavorano nel settore dell’informazione e della comunicazione guadagnano il 19% in meno rispetto agli uomini.
Per quanto riguarda le competenze digitali, il divario di genere è dell’11% e risulta maggiormente accentuato nelle competenze di base e soprattutto tra le donne di età superiore ai 55 anni.

Gli Stati dell’UE che vantano una maggiore percentuale di donne occupate nel settore digitale sono la Finlandia, la Svezia, il Lussemburgo e la Danimarca. Non a caso, questi Paesi risultano anche essere leader nella competitività digitale.
Bulgaria, Romania, Grecia e Italia hanno invece registrato le percentuali più basse, senza cambiamenti significativi rispetto all’anno precedente.

La Slovacchia si colloca soltanto al 21° posto, con una percentuale di donne occupate nel settore TIC di appena il 13,7% e con risultati inferiori alla media UE in quasi tutti gli indicatori.
Il Paese deve elaborare una specifica strategia nazionale ed attuare le sei misure incluse nella dichiarazione, per garantire la creazione di un ambiente di lavoro adeguato per le donne, le pari opportunità, la non discriminazione nel mercato del lavoro e la diffusione di un’immagine positiva delle donne che lavorano nel settore TIC attraverso i media.

Il governo slovacco ha incluso questi compiti nel piano d’azione per la strategia di trasformazione digitale del Paese approvato nel luglio di quest’anno. “Il nostro futuro dipenderà dal settore TIC”, ha dichiarato il vicepresidente del governo per gli Investimenti e l’Informatizzazione Richard Raši. “In effetti, stiamo assistendo alla trasformazione digitale e ai cambiamenti tecnologici. Come conseguenza dell’automazione industriale e della robotica, alcuni dei lavori tradizionali stanno gradualmente scomparendo. Pertanto, è estremamente importante che i nostri cittadini dispongano delle competenze e conoscenze digitali necessarie nel settore TIC”, ha sottolineato Raši. “Se non vogliamo che la Slovacchia sia la fabbrica di assemblaggio dell’Europa, dobbiamo educare le persone nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.”

Secondo lo studio condotto dalla Commissione europea, un maggior numero di donne impiegate nel settore digitale, potrebbe tradursi in un aumento di 16.000 milioni di euro del PIL europeo.
La necessità di incrementare la percentuale di donne in questo settore è stata evidenziata anche dal nuovo presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Parlamento europeo.

Foto: Pixabay CC0

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