L’ex vice ministro Jankovská era “l’agente di Kočner” in magistratura. 6000 messaggi scambiati tra i due con Threema

L’ex segretario di Stato alla Giustizia Monika Jankovská, che un mese fa ha lasciato l’incarico sotto la pressione mediatica per ritornare a fare il giudice alla Corte regionale di Bratislava, ha più volte negato vigorosamente di avere avuto alcun rapporto con lo spregiudicato imprenditore Marian Kočner, oggi in galera con diverse accuse, tra le quali di avere dato l’ordine di uccidere il giornalista Jan Kuciak. Ma gli scambi di migliaia di messaggi tra i due attraverso l’applicazione criptata Threema dimostrerebbe tutto il contrario. Kočner la chiamava “la mia scimmietta” quando scriveva ad Alena Zsuzsová, la donna che per lui gestiva diversi affari sporchi e che aveva organizzato il commando che ha eliminato Kuciak. «Non lo conosco, non ho comunicato con lui, né direttamente, indirettamente, personalmente o attraverso altre persone, in alcun modo», aveva detto Jankovská annunciando in conferenza stampa le sue dimissioni dal governo, dove era arrivata su nomina del partito socialdemocratico Smer-SD. Ma per lei Kočner aveva piani importanti, farla promuovere a ministro della Giustizia, così da poter sistemare tutti i suoi affari in modo semplice e diretto.

Secondo i messaggi messi in fila dagli inquirenti, una parte dei quali pubblicati da Denník N, tra una massa enorme di dati decrittata grazie all’intervento di esperti di Europol dal telefonino di Kočner, Jankovská apparirebbe essere stata un agente di corruzione per conto di Kočner all’interno della magistratura, e per lui avrebbe contattato colleghi procuratori e giudici allo scopo di “sistemare” cause processuali e verdetti, pagandoli per il loro disturbo. E dove non basta questo, ci sono le minacce. «Faccia quel che deve oppure finisce come Kuciak», le scrive Kočner su Threema. Questo sarebbe avvenuto negli anni 2017-2018. Fra l’altro, uno degli incarichi dell’ex segretario di Stato era stato quello di cercare di far passare come autentiche le cambiali contraffatte per 69 milioni di euro firmate da Pavol Rusko, in cui la società televisiva Markiza appariva come garante. La questione delle cambiali, in cui Rusko è coimputato insieme a Kočner, è attualmente oggetto di un processo iniziato qualche settimana fa. Fu proprio questo caso a provocare l’incarcerazione di Kočner nel giugno 2018, mesi prima che uscisse il suo nome nelle indagini sulla morte di Kuciak.

La comunicaziona praticamente quotidiana di Jankovská con Kočner ha prodotto un corpus di oltre 6000 messaggi di testo e diverse telefonate. Nei testi trascritti si possono leggere numerose volgarità, ad esempio, contro il ministro della Giustizia, Lucia Žitňanská «e la sua lobby ebraica». Žitňanská, che si è dimessa dopo l’omicidio Kuciak, si era tra l’altro opposta due volte alla nomina di Jankovská nel Consiglio giudiziario da parte del Parlamento.

Dopo queste ultime rivelazioni, l’ex sottosegretario ha dichiarato che le presunte trascrizioni pubblicate dai media sono «una grande falsificazione» e ha annunciato denunce, continuando a insistere sul fatto che non conosce Marian Kočner, non l’ha mai incontrato e non ha mai comunicato con lui.

I partiti di opposizione esortano il ministro della Giustizia Gábor Gál (Most-Hid) e il presidente del Consiglio giudiziario Lenka Praženková ad agire e chiedono la testa del presidente del tribunale regionale di Bratislava Ľuboš Sádovský. «Finché c’è la possibilità che un caso giudiziario sia presieduto dal giudice Jankovská o da altri giudici i cui legami con la criminalità non sono ancora noti, la Slovacchia non può essere considerata uno Stato che rispetti lo stato di diritto», ha dichiarato il deputato Alojz Baranik (SaS) secondo Tasr. Il leader del partito OĽaNO Igor Matovič ha invitato il primo ministro Pellegrini (Smer-SD) a preparare un piano per ripulire le forze dell’ordine e la magistratura da giudici e pubblici ministeri corrotti. Anche il partito di coalizione Most-Hid ha fatto sapere con un comunicato che fino a quando non si conoscerà la sentenza definitiva sul caso, l’ex segretario di Stato Jankovská non dovrebbe poter svolgere le funzioni di giudice e dovrebbe dimettersi immediatamente dalla carica. Most-Hid invita le forze dell’ordine ad agire rapidamente per indagare la questione e liberare il campo da tutti i dubbi.

Pellegrini ha dichiarato ieri che dopo l’uscita delle informazioni su Jankovská è giusto che lei non sia più segretario di Stato alla Giustizia, ma ogni ulteriore azione ora rientra nella sfera di competenza della polizia e della procura, che «hanno le mani libere di fare ciò che devono». La presidente del Consiglio giudiziario Lenka Praženková ha affermato di appellarsi alle forze dell’ordine affinché si occupino urgentemente delle informazioni pubblicate, il più presto possibile e senza indugio, e si è accodata a chi ritiene che Jankovská dovrebbe dimettersi dalla carica di giudice. Un’azione del genere potrebbe contribuire a mantenere la fiducia della gente nella magistratura, e nella sua imparzialità e indipendenza. Praženková ha condannato fermamente qualsiasi comportamento corrotto nella magistratura slovacca, auspicando l’avvio di azioni dure e senza compromessi.

(Red)

Foto MS SR

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