20 curiosità per i 20 anni del wi-fi. Nato nel 1999, oggi non potremmo farne senza

Tutto è cominciato il 30 settembre 1999, quando lo standard LAN wireless 802.11b è diventato accessibile al pubblico. È quello il momento in cui milioni di persone in tutto il mondo iniziano a familiarizzare con la sigla wi-fi e l’internet senza fili, che aggiungerà un tassello definitivo all’Essere digitali preconizzato da Nicholas Negroponte. Venti anni di storia che sono anche, inevitabilmente, un catalogo di curiosità. Almeno 20…

1. Il primo wi-fi? Alle Hawaii. Il precursore del wi-fi è nato in un luogo fortunato. Alohanet il sistema pionieristico di computer in rete, che – spiega un documento distribuito da Cisco in occasione dell’anniversario – “ha posto le basi per lo sviluppo della comunicazione senza fili e successivamente anche dell’emergere delle reti wi-fi” è stato sviluppato presso l’Università delle Hawaii. Correva l’anno 1971.

2. Perché “wi-fi”? Il vero nome sarebbe IEEE 802.11, che si riferisce all’insieme di standard che definiscono la comunicazione per le reti (locali) senza fili. IEEE è l’acronimo di Institute of Electrical and Electronics Engineers, mentre 802.11 si riferisce ai metodi e ai protocolli di invio delle informazioni di rete senza cavi. Preciso, ma poco accattivante. Da qui l’idea di pensare un nome che facesse presa sul pubblico come… wi-fi.

3. Wireless fidelity? Contrariamente alla credenza popolare, wi-fi non sta per Wireless fidelity. Il malinteso deriva da un primo slogan pubblicitario che è stato utilizzato: “Lo standard per la fedeltà wireless”. La tecnologia è anche denominata WLAN, che è l’abbreviazione di Wireless Lan: rete locale senza fili.

4. Si scrive con o senza trattino? L’uso corrente della sigla prevede 4 varianti: con o senza trattino, maiuscolo o minuscolo. Ma secondo la Wi-Fi Alliance (detentrice del marchi), il termine ufficiale è con il trattino.

5. Maschile o femminile? Un lettore della Treccani qualche anno fa ha posto il problema ai redattori del dizionario: se rete è sostantivo femminile, perché mai il wi-fi che si riferisce alle reti è declinato al maschile? Risposta: “wi-fi (o più raramente wi fi o wifi, spesso scritto con i caratteri maiuscoli) è lemmatizzato come sostantivo di genere maschile in tutti i dizionari della lingua italiana dell’uso in circolazione. Conserva memoria dell’originaria funzione di sigla inglese (Wireless Fidelity, propriamente ‘fedeltà senza fili’, sul modello di hi-fi), ma in inglese è definita, per esempio, dall’autorevole Cambridge Dictionary on line, “a system for connecting electronic equipment such as computers and electronic organizers to the internet without using wires”: a system, cioè un sistema, in italiano sostantivo maschile”. Ma se in italiano è mascile, il wi-fi in lingua slovacca è di genere femminile (tá wi-fi). 

6. Ma poi che cos’è? Tecnicamente è una tecnologia di rete wireless che consente a computer, telefoni cellulari, console di gioco e altri dispositivi di comunicare tramite un segnale senza fili. Più o meno allo stesso modo in cui una radio si sintonizza su un segnale di una stazione Fm tramite le onde radio, il dispositivo può captare un segnale che lo collega a internet attraverso l’etere. Un segnale wi-fi insomma è un segnale radio ad alta frequenza.

7. Come funziona? In una rete wireless, il router è l’apparecchiatura chiave: connesso a internet tramite un cavo ethernet trasmette quindi il segnale radio ad alta frequenza, che trasporta i dati da e verso Internet. L’adattatore presente nei nostri device legge il segnale dal router e invia a sua volta i dati al router e su internet. Queste trasmissioni sono chiamate attività a monte e a valle.

8. Il wi-fi ha un padre? Ne ha tanti, ma se dobbiamo fare un solo nome, quello è Vic Hayes presidente del comitato IEEE che ha creato gli standard 802.11 nel 1997. Due anni prima che il pubblico venisse a conoscenza del wi-fi, Hayes lavorava notte e giorno per stabilire gli standard che avrebbero reso il wi-fi fattibile.

9. Frequenza. Il wi-fi trasmette a frequenze di 2,4 GHz o 5 GHz, frequenze molto più alte di quelle utilizzate per la trasmissione cellulare e questo fa sì che i segnali possano trasportare più dati. Ma tutte le forme di comunicazione wireless rappresentano un compromesso tra consumo energetico, portata e larghezza di banda. Quindi, in cambio di elevate velocità di trasmissione dati, consuma molta energia e non ha molta autonomia.

10. In aereo. I voli internazionali da qualche anno prevedono la possibilità del wi-fi a bordo, per collegarsi a internet. Una novità, ma fino a un certo punto: secondo il report Cisco la prima volta che un volo commerciale ha offerto la connessione wireless ai passeggeri correva l’anno 2004.

11. Da cosa dipende la potenza? La portata del segnale può dipendere dall’antenna, dalla riflessione, dalla rifrazione e dalla potenza della radio. A ostacolare il segnale a volte è una barriera fisica. Le onde radio attraversano la maggior parte dei materiali, ma possono essere bloccate o assorbite da materiali che conducono elettricità (come l’acqua). A volte il problema può dipendere da un’interferenza: il wi-fi utilizza le onde radio e queste onde possono scontrarsi e interferire con il segnale.

12. Internet of things. Man mano che le nostre case diventano più smart, il wi-fi assume via via più importanza: collegare una lampada alla tv (o a uno smartphone) in casa è possibile proprio grazie al collegamento in rete senza fili. Ma il wi-fi non è l’unica opzione di connettività per l’internet delle cose: per la maggior parte delle applicazioni IoT, sono disponibili opzioni migliori come bluetooth, reti a bassa potenza (LPWAN) o IoT cellulare.

13. Quanti tipi di wi-fi ci sono? Il primo fu lo standard 802.11a, a cui sono seguiti l’802.11b, l’802.11g, l’802.11n, il recente 802.11ac e il prossimo venturo 802.11ax. Ognuno di questi standard ha vari pro / contro relativi alla velocità dei dati, alle interferenze del segnale da fonti esterne e i costi. I più recenti offrono una gamma più ampia di potenziali frequenze per facilitare l’affollamento della rete e velocità di trasmissione dati più elevate.

14. Tempo di wi-fi 6. Il wi-fi 802.11n (2009) è noto anche come wi-fi 4 e l’802.11ac (2014) come wi-fi 5 e l’802.11ax come wi-fi 6, che sarà prevedibilmente più veloce e avrà soprattutto una latenza più bassa, cioè i dati verranno inviati con tempi di ritardo più brevi o assenti. Uno dei vantaggi delle connessioni a bassa latenza è che aiutano a evitare disconnessioni e altri problemi. Come scoprire se il nostro router o il telefono è pronto per il numero 6? Facile: basta controllare l’etichetta.

15. Quando arriverà? “Entro la fine del 2019 – si legge ancora nel report di Cisco – viene introdotto wi-fi 6, che potrà raggiungere velocità fino a 5 Gbps. La tecnologia è costruita sulla stessa base delle reti 5G, con le tecnologie considerate complementari. Avrà anche meno problemi con le batterie dei dispositivi collegati e fornisce un esperienza utente complessivamente più prevedibile”. Si tratta però di una data da prendere con una certa elasticità: gli aggiornamenti per usare il wi-fi 6 impiegheranno sicuramente un po’ più di tempo. Ma entro la fine del 2020, dovremmo vedere lo standard pienamente adottato dalla maggior parte dei dispositivi e dei nuovi router.

16. Il futuro. Sempre nel report di Cisco si legge che nel 2021 ci sarà un’ulteriore crescita degli hotspot che supereranno i 500 milioni, cioè 500 volte più del 2011.

17. Il futuro/2. Nel 2022 le velocità medie continueranno a crescere: si prevede che la velocità media della connessione wi-fi sarà di 54,2 Mbps, rispetto ai 24,4 Mbps del 2017.

18. Il futuro/3. E nel 2022 il wi-fi sarà la fonte principale di accesso a Internet. Lo studio VNI di Cisco prevede che fino al 59% del traffico di internet sarà attraverso il wi-fi.

19. Quanto ci piace? Più della colazione. Una catena alberghiera statunitense, ha condotto un sondaggio insieme a Research + Data Insights, chiedendo a 800 viaggiatori quanto fossero importanti i diversi servizi per loro. Il sondaggio ha concluso che il wi-fi in camera è più importante per i viaggiatori rispetto alla buona posizione, al parcheggio o persino alla colazione gratis. L’80% dei viaggiatori ha addirittura dichiarato di sentirsi meglio disposto nei confronti di un hotel se gli regala il wi-fi.

20. Il più veloce è quello di… Il sito britannico Cable ha classificato i paesi con la connessione internet a banda larga più veloce al mondo sulla base di oltre 267 milioni di test di velocità in 207 paesi. È il terzo anno della valutazione e la classifica 2019 utilizza i dati raccolti nei 12 mesi fino all’8 maggio 2019. Secondo questa classifica il Wi-Fi più veloce è quello di Taiwan, dove la velocità media delle connessioni è di 85,2 Mbps. Segue Singapore con 70.86 Mbps. Il Wi-Fi più veloce d’Europa, secondo questa statistica, è quello dell’isola di Jersey (UK). E l’Italia? Siamo solo 47esimi con una velocità media di 17,30 Mbps.

(Eugenio Spagnuolo, Wired cc by nc nd)

Illustr. pixabay CC0

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