Parlamento: in seconda lettura revoca dell’amnistia a Kočner nella frode Tecnopol

Novità sulla frode da 2 milioni di dollari nel caso Tecnopol, un dossier risalente agli anni ’90 che vede tra gli imputati l’affarista Marián Kočner, già accusato di diversi altri crimini e in procinto di andare a processo come mandante dell’omicidio del giornalista Ján Kuciak e Martina Kušnírová, la sua compagna. Il Parlamento ha promosso l’altro ieri in seconda lettura una proposta di emendamento costituzionale per abrogare le amnistie concesse dall’ex presidente Michal Kováč alle persone coinvolte nel caso. Ha presentato la proposta il partito di opposizione OĽaNO, che sottolinea il fatto che ancora vent’anni dopo, e mentre emergono sempre più accuse a suo carico in diversi altri casi giudiziari, Kočner goda della grazia presidenziale. Peraltro, finché rimangono in vigore le amnistie, che proteggono coloro che dovrebbero risponderne in tribunale, non è possibile fare una indagine approfondita sulla frode Technopol.

Due anni fa, quando il Parlamento revocò le amnistie concesse da Vladimír Mečiar per il rapimento di Michal Kováč jr., il figlio del presidente sequestrato e portato all’estero con il coinvolgimento dell’intelligence slovacca, fu anche revocata l’amnistia a Kováč nel caso Tecnopol, ma non fu toccata quella per Kočner e altri imputati. Allora, il leader di Most-Hid, Bela Bugar, disse che si trattò di un accordo di compromesso raggiunto all’interno della coalizione al governo.

(Red)

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