NBS: crescita economica al 2,5% quest’anno, al 2,4% il prossimo

La crescita del PIL in Slovacchia sta decelerando. Dal 3,6% su base annua nel quarto trimestre del 2018, e il 3,7% del primo trimestre 2019, mese dopo mese le più rosee previsioni per quest’anno e i prossimi sono state di volta in volta ridotte seguendo l’andamento del trend europeo e mondiale. L’estrema apertura dell’economia slovacca fa dipendere in modo preponderante la performance economica nazionale dallo stato delle cose esistente nei principali paesi con i quali commercia, in particolare dalla Germania, suo primo cliente, e gli altri paesi dell’UE che acquistano gran parte delle esportazioni slovacche.

La Banca nazionale slovacca (NBS) ha previsto, nel suo ultimo rapporto, che il PIL slovacco crescerà quest’anno del 2,5%, per rallentare ancora al 2,4% nel 2021. Solo nell’anno successivo si intravede una riaccelerazione, al 2,7% nel 2022. Tra le ragioni si fa cenno alle conseguenze delle recenti misure protezionistiche messe in campo dall’amminitrazione statunitense e le conseguenti risposte europee e cinesi, e l’incertezza su come procederà la Brexit, con il governo britannico di Boris Jonhson che sembrerebbe intenzionato a lasciare l’UE “a tutti i costi” entro il 31 ottobre, anche senza un accordo.

Nel medio termine NBS prevede una ripresa delle esportazioni, grazie a un moderato risveglio della domanda estera, che però attenuerà soltanto «la perdita di quote di mercato». Sul fronte interno, i consumi privati ​​sono leggermente aumentati, ma non quanto previsto, in considerazione dello sviluppo positivo del mercato del lavoro. Le famiglie rimangono caute nello spendere, e mantengono un elevato tasso di risparmio. Intanto le imprese posticipano gli investimenti a causa delle incertezze persistenti, una situazione che continuerà anche nel breve termine. Per il momento, tuttavia, il rallentamento economico non ha avuto sviluppi negativi sulla domanda occupazionale, i cui indici rimangono positivi.

L’inflazione, prevede NBS, rallenterà gradualmente dai suoi livelli attuali, a causa di una moderazione della dinamica dei prezzi delle materie prime e anche di una revisione della posizione ciclica dell’economia. I prezzi al consumo dovrebbero salire del 2,4% nel 2020 e del 2,2% nel 2021. Nell’agosto 2019 i prezzi al consumo sono cresciuti del 2,8%

(Red)

Illustr. geralt CC0

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