Climate action summit: la rabbia di Greta e l’Ue in prima linea

77 Paesi voglio azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050 e l’Europa, con i suoi 40 miliardi annui di finanziamenti per il clima, farà da apri pista della battaglia.

«Il biglietto d’ingresso per questo vertice non è un bel discorso, ma azioni concrete». Sono le parole con cui il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha inaugurato il Climate action summit di New York, conclusosi nella tarda serata di ieri. «C’è un costo per qualunque cosa, ma il costo maggiore è non fare nulla», ha detto Guterres.

Accanto a lui, sul palco del Palazzo di Vetro, la giovane attivista Greta Thunberg, madrina elettiva del summit, il cui discorso accorato ai leader del mondo rimarrà impresso nella mente di tutti. «Mi avete rubato i sogni e l’infanzia con le vostre parole vuote», ha urlato la sedicenne svedese con gli occhi gonfi di lacrime. «Io sono una di quelle fortunate, ma le persone stanno soffrendo, stanno morendo», ha concluso prima di lasciare la scena ai rappresentanti degli Stati membri.

Si sono quindi avvicendati capi di Stato e di governo, imprenditori ed esperti. Dopo l’arrivo a sorpresa del Presidente americano Donald Trump, rimasto solo per 15 minuti e poi fuggito, è toccato ai leader europei parlare di strategie concrete per il clima. La premier tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e Giuseppe Conte hanno ribadito il comune intento di pianificare azioni immediate per non venire meno agli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima (2015) e, anzi, ampliarli. «L’Italia ha intenzione di recitare un ruolo di primo piano nella lotta globale ai cambiamenti climatici», ha dichiarato Conte nel suo intervento. «Lo dobbiamo ai tanti giovani che stanno facendo sentire la loro voce. Quei giovani a cui abbiamo il dovere di lasciare un pianeta vivibile», ha concluso. Una risposta implicita alle parole di Thunberg.

A rappresentare un’Unione europea risoluta nel portare avanti l’agenda climatica, è stato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, affermando che «l’Ue sta trasformando i suoi obiettivi in azioni concrete». Come? Riducendo le emissioni di gas serra non più solo del 40%, come stabilito dagli impegni presi a Parigi, ma del 45%, entro il 2030. «Almeno il 25% del prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue sarà dedicato alle attività legate al clima. Nelle prossime settimane l’Ue, in partenariato con altri Paesi volenterosi nel mondo, lancerà la ‘Piattaforma internazionale sulla finanza sostenibile’, per aiutare gli investitori privati a trarre vantaggio dalle opportunità d’investimento nell’ecologia in tutto il mondo», ha detto Tusk.

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Foto Un Photo / Manuel Elias
Foto jensjunge CC0

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