Ambiente e giustizia: manifestazioni di strada in tutta la Slovacchia

Venerdì 20 settembre migliaia di persone hanno partecipato allo sciopero contro la crisi climatica, che in Slovacchia era organizzato dall’iniziativa studentesca “Fridays for future Slovensko” con il sostegno di varie istituzioni accademiche, organizzazioni non governative, scienziati e politici, nonché la presidente della Repubblica, Zuzana Čaputová.

Le dimostrazioni hanno avuto luogo a Bratislava, Banská Bystrica, Žilina e Košice durante la settimana di proteste ambientali che anticipavano il vertice delle Nazioni Unite per l’azione per il clima ,a New York, il 23 settembre. Si stima che circa quattro milioni di persone in tutto il mondo abbiano aderito alla manifestazione in difesa del clima.

Nella capitale slovacca, circa tremila persone hanno marciato da Námestie Slobody (dove si trova il palazzo del Governo), salendo fino davanti al Parlamento, cantando slogan come “C’è solo un Pianeta” o “Cambiare il sistema, non il clima”. «Il tempo delle discussioni e dei lunghi discorsi su come e se il problema debba essere risolto è scaduto. È tempo di agire», ha affermato Emma Zajačková, una delle organizzatrici della manifestazione. «La crisi climatica è la più grande sfida che l’umanità ha dovuto affrontare»; «È una minaccia per il futuro e per la vita di ognuno di noi».

«La situazione è sempre più grave e i politici responsabili continuano a rifiutarsi di agire immediatamente», ha aggiunto Zajačková, che ha criticato la mancanza di «cambiamenti necessari al sistema», che si rivelano «troppo impopolari e scomodi». Tuttavia, la massiccia aderenza alle proteste ambientali mostra che molti cittadini non sono indifferenti al futuro del pianeta e vogliono unirsi alla lotta per salvare la Terra dalla catastrofe. Il ruolo svolto dalla scuola e dai media è essenziale, perché è necessario educare le generazioni future e informare il pubblico sui rischi dei cambiamenti climatici e sull’importanza di una politica responsabile. «Abbiamo la possibilità di invertire la situazione attuale. Abbiamo speranza per il futuro, un futuro per tutti noi», ha detto Zajačková.

«Siamo la prima generazione che sta vivendo seriamente gli impatti del cambiamento climatico e l’ultima generazione che può fare qualcosa al riguardo», ha scritto la presidente Zuzana Čaputová su Facebook. «Questo è il motivo per cui sono felice che questi giovani stiano prendendo l’iniziativa e, grazie a loro, la crisi climatica sta diventando uno dei maggiori problemi qui e in tutto il mondo», ha aggiunto Čaputová, che ha incontrato gli organizzatori prima di recarsi a New York.

Le richieste presentate da “Fridays for future Slovensko” per il futuro della Slovacchia

L’iniziativa “Fridays for future Slovensko” ha presentato una serie di richieste dettagliate per il futuro del paese:
– giustizia climatica, perché il riscaldamento globale non è solo una questione ambientale, ma una questione etica e politica;
– una dichiarazione di stato di emergenza climatica;
– il raggiungimento della neutralità ambientale entro il 2040;
– soluzioni coraggiose ed efficaci contro i cambiamenti climatici a livello internazionale;
– la trasformazione dell’industria tradizionale in un’industria “pulita”, con sussidi per soluzioni a basse emissioni di carbonio;
– lo sviluppo sostenibile del trasporto senza emissioni di carbonio;
– cessazione del sostegno finanziario per l’estrazione di combustibili fossili;
– la trasformazione del 10% del territorio slovacco in aree protette;
– la trasformazione dell’agricoltura slovacca con l’introduzione di forme di produzione biologica.


“Za slušné Slovensko” sostiene il movimento ambientalista

Il 20 settembre è stato anche un giorno importante per l’iniziativa “Per una Slovacchia decente” (Za slušné Slovensko). Circa 4.000 persone si sono radunate su Námestie Slobody a Bratislava per commemorare l’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della sua compagna Martina Kušnirová.

La marcia di protesta è stata organizzata a Bratislava, in altre 11 città slovacche e cinque città all’estero per chiedere, ancora una volta, un’indagine indipendente non solo sugli omicidi, ma anche su altri scandali che recentemente hanno coinvolto la magistratura.

Contatti poco chiari con l’uomo d’affari Marián Kočner, che fu arrestato per diverse accuse (ed è anche stato accusato di essere il mandante dell’omicidio di Kuciak) e sospetti di corruzione pesano su coloro che ricoprono le posizioni più alte nella magistratura e nella politica. “Za slušné Slovensko” intende lanciare una campagna di mobilitazione prima delle elezioni parlamentari del prossimo anno, secondo Karolina Farská, uno degli organizzatori dell’iniziativa.

«Sosteniamo gli investigatori, i giornalisti, gli organizzatori delle proteste e tutte le persone che si oppongono alla piovra della corruzione, in modo che nessuno nel nostro paese abbia paura di lottare per la verità», ha affermato Farská. Oggi è più importante che mai che le autorità continuino a garantire «indagini adeguate e indipendenti» all’avvicinarsi delle elezioni politiche. Il paese ha bisogno di un «governo nuovo e affidabile», hanno sottolineato gli organizzatori del movimento.

(Fonte Buenos días Eslovaquia)

Foto FB/zabuducnostklimy
Foto FB/zaslusneslovensko

 

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