La Slovacchia rifiuta qualunque nuova idea di redistribuzione dei migranti

Nel fine settimana è tornata di attualità la questione della ridistribuzione dei richiedenti asilo tra i vari Stati membri dell’Unione europea. A riattizzare le braci il presidente francese Emmanuel Macron, che ha dichiarato che l’UE raggiungerà presto un accordo su un meccanismo “automatico” per l’allocazione dei migranti salvati in mare, invitando tutti i paesi dell’UE a prendervi parte, oppure “saranno multati”.

Il Partito nazionale slovacco (SNS) ha subito dichiarato di non essere d’accordo. Quella di Macron è una «minaccia fuori posto» e un modo inaccettabile di «fare pressione sul libero processo decisionale degli stati sovrani e dei loro governi», ha reagito il vicepresidente di SNS Jaroslav Paška. La Slovacchia ha il diritto di prendere decisioni libere e indipendenti su chi avrà il permesso di entrare e restare nel paese, nel quadro delle convenzioni e delle regole adottate a livello internazionale, ha detto Paška, aspettandosi una reazione internazionale del ministero degli Esteri.

In effetti, il ministero degli Esteri è uscito poco dopo con una nota piuttosto dura: la Slovacchia è fermamente contraria a qualsiasi meccanismo obbligatorio di assegnazione dei migranti in tutta l’UE, ha dichiarato. «Un sistema del genere si è già rivelato non funzionale in passato», e creerebbe soltanto uno stimolo in più per i migranti che sono già determinati a percorrere il rischioso itinerario per mare verso l’Europa, andando a sostenere i trafficanti di migranti». Il paese è piuttosto incline a dare invece il proprio sostegno a «soluzioni sostenibili, incentrate sulle cause e sulle radici della migrazione piuttosto che sui suoi impatti, e basate sul consenso europeo», conclude il ministero.

Infine, si è fatto sentire il primo ministro Pellegrini (Smer-SD), attraverso il suo ufficio stampa. Il premier ha fatto sapere che il suo governo non acconsentirà mai a nessuna idea di colloqui con i leader dell’UE per ordinare alla Slovacchia di accogliere migranti, e rifiuta anche che un eventuale meccanismo obbligatorio per assegnare i richiedenti asilo in tutta l’UE. L’ufficio stampa del governo ha inoltre specificato che tutti i membri del governo che prenderanno parte a colloqui con l’UE adotteranno un approccio simile. Le soluzioni per la crisi migratoria dovrebbero essere basate sul consenso e concentrarsi sulle sue cause, e quinfi le dichiarazioni secondo cui i paesi membri dell’UE che rifiutano di ricevere i migranti dovrebbero essere puniti sono, secondo il primo ministro, del tutto fuori luogo.

(Red)

Foto Guglielmo Mangiapane /
SOS Mediterranée

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