Allarme degli urologi: cancro alla prostata in crescita, slovacchi indifferenti

I medici slovacchi descrivono con il termine “disinteresse” l’atteggiamento tenuto dalla maggior parte degli uomini nei confronti della propria salute. Se questa è la situazione generale, in urologia va molto peggio: gli uomini non parlano dei propri problemi e ignorano informazioni vitali per la propria salute. In occasione della Settimana europea di urologia, che inizia il 23 settembre, la Società slovacca di urologia avverte che l’incidenza del cancro alla prostata, che è in aumento in tutta Europa, è molto peggiore in Slovacchia, perché un’alta percentuale di casi viene rilevato solamente a uno stadio avanzato della malattia. I pazienti maschi non parlano con i loro medici dei loro problemi, e non si sottopongono agli esami preventivi.

Ogni anno in Slovacchia muoiono 600 uomini di tumore prostatico, e sono 9000 gli slovacchi che ne sono affetti. Gli esperti credono che la cifra reale sia decisamente più alta. Secondo un sondaggio dell’Associazione europea di urologia realizzato in cinque paesi, solo uno su quattro intervistati ha saputo identificare correttamente la posizione della prostata (ma la risposta corretta la conoscono meglio le donne degli uomini). Il 54% ha affermato che anche le donne hanno la ghiandola prostatica. Non va meglio per il tumore ai testicoli: il 70% degli uomini non sanno riconoscerne i sintomi, anche paradossalmente se spesso conoscono i segnali del cancro al seno. Inoltre, il 40% degli intervistati non ha saputo dire cosa fa un urologo, e il 10% non ne ha mai sentito parlare.

(Red)

Foto Kalumet cc by sa

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