I sindacati dell’industria siderurgica chiedono al governo di salvare i posti di lavoro

I sindacati OZ KOVO hanno consegnato al primo ministro Peter Pellegrini una petizione firmata dai dipendenti della società US Steel Košice in cui si esorta il governo a salvare migliaia di posti di lavoro a rischio nell’industria siderurgica slovacca. In sette settimane la petizione è stata firmata da 8.834 dipendenti della maggiore acciaieria slovacca e di alcune aziende sue controllate. Alle richieste dei sindacati hanno aderito anche i lavoratori di altre imprese del settore metallurgico, come Železiarne Podbrezová e le fabbriche di alluminio del polo industriale di Žiar nad Hronom. I firmatari chiedono maggiore equità nelle pratiche commerciali nell’industria siderurgica europea, con particolare rigusardo all’impatto sociale per i dipendenti e le loro famiglie.

La direzione della fabbrica di acciaio US Steel Košice, tra i maggiori datori di lavoro in Slovacchia, ha annunciato di recente il licenziamento di 2.500 dipendenti entro la fine del 2021. All’inizio di giugno i produttori di acciaio dell’Unione europea hanno lamentato l’invasione in Europa di acciaio a basso costo da diverse regioni del mondo dopo l’introduzione di dazi sulle importazioni negli Stati Uniti decise dall’amministrazione Trump. Negli ultimi mesi diverse imprese hanno dovuto chiudere a causa della difficile situazione del mercato, e migliaia di persone hanno già perso il lavoro. US Steel ha concordato con i sindacati una riduzione dell’orario di lavoro (una giornata in meno a settimana), pagando ai lavoratori una quota tra il 60 e il 70% per la giornata di ferie forzate.

Secondo il premier Pellegrini, le pene attuali di US Steel sono dovute a mancati investimenti negli anni passati, che hanno contribuito all’attuale difficoltà di affrontare le condizioni inasprite del mercato e hanno provocato la decisione di ridurre la forza lavoro. Riferendosi agli aiuti forniti in passato dal governo, Pellegrini ha detto che i proprietari americani dovrebbero ricordarsi di come la fabbrica slovacca abbia sfruttato per bene la Slovacchia, mungendola come una mucca finché è stato possibile, ma poi i nodi vengono al pettine e i problemi di oggi sono dovuti a ai mancati investimenti da parte dell’azienda.

(Red)

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