Ministro Érsek: il progetto di un vettore aereo nazionale è fallimentare

La scorsa settimana il ministro dei Trasporti e delle Costruzioni Árpád Érsek (Most-Hid) ha riferito i risultati di una analisi economica ordinata dal suo ministero per l’eventuale creazione di una compagnia aerea di bandiera. Il ministro ha detto che si tratterebbe di un progetto in perdita, e quindi ha dichiarato che non lo sottoporrà al consiglio dei ministri in quanto per lui i dati indicati nell’analisi «sono vincolanti».

Il progetto di un vettore aereo nazionale è parte del programma dell’attuale coalizione di governo deciso nel 2006, su proposta del Partito nazionale slovacco (SNS). Érsek ritiene che a questo l’idea di una compagnia di bandiera dovrebbe essere decisa dal governo che uscirà dalle elezioni del prossimo anno. Se dovesse toccare a lui, tuttavia, con i numeri attuali non lo consiglierebbe. Ovviamente, ha spiegato, il governo e il Parlamento possono decidere comquneu di creare un vettore nazionale anche se economicamente non conveniente.

Il ministero dei Trasporti ha preparato due materiali separati che includono analisi della  funzionamento del vettore aereo nazionale e di una compagnia di navigazione, entrambi consegnati nel gennaio 2019 al governo, che li ha acquisiti e deciderà che farne. Secondo la proposta, il vettore aereo nazionale potrebbe essere di proprietà dello Stato o di proprietà congiunta dello Stato e di un investitore privato sotto forma di società per azioni. Non potrà invece essere una compagnia aerea sovvenzionata dallo Stato per mezzo di sussidi, in quanto non accettabili secondo la legislazione europea. Il costo iniziale di costituzione di una compagnia aerea nazionale è stato stimato in oltre 79 milioni di euro, inclusi i costi di acquisto di aeromobili, o di 32 milioni se gli aerei venissero affittati. Nei primi cinque anni si registrerebbe una perdita operativa di 95,6 milioni di euro, portando il costo dell’investimento fino al quinto anno a quasi 175 milioni. Nel progetto si citano collegamenti da Bratislava a Bruxelles, Parigi, Mosca, San Pietroburgo, Monaco, Tel Aviv, Zurigo, Košice e Poprad. La compagnia potrebbe anche operare da Košice a Milano, Kiev e Tel Aviv, e da Poprad a San Pietroburgo.

Secondo Andrej Danko, leader del Partito nazionale slovacco (SNS) che ha lanciato l’idea, la Slovacchia ha bisogno almeno di una rotta aerea interna tra Košice, Poprad e Bratislava, un programma di voli necessario per poter mantenere in funzione questi aeroporti, in particolare Poprad. Danko non rinuncia all’idea, e ha dichiarato di non aver mai chiesto alcuna analisi del progetto, e di non averlo nemmeno letto. Il ministero dei Trasporti ne ha la piena responsabilità politica, ha detto.

Secondo i partiti SaS e OLaNO dell’opposizione, già gli studi di fattibilità, costati 57 mila euro, sono stati uno spreco di denaro pubblico. Il progetto è stato da subito compreso come una assoluta perdita di tempo e un modo per gettaare soldi dalla finestra. Anche prima che iniziasse qualsiasi analisi, era chiaro come sarebbe andata a finire, dice SaS.

(Red)

Foto AllNikArt CC0

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