Richard Sulík è stato rieletto presidente del partito Libertà e solidarietà (SaS)

Durante il congresso del partito Sloboda a Solidarita (SaS) che si è svolto sabato scorso a Zvolen (regione di Banská Bystrica), Richard Sulík è stato rieletto presidente della formazione politica di orientamento liberale. Sulík, che era l’unico candidato alla carica di presidente, ha ottenuto 135 voti. Alle votazioni hanno partecipato 145 dei 213 esponenti del partito.
“Oltre i due terzi dei membri sono venuti al congresso e hanno votato per me. Questo è un segnale importante”, ha commentato Sulík, il quale ha dichiarato in conferenza stampa che, malgrado l’assenza di un terzo dei membri del partito e le voci critiche al suo interno, SaS mantiene la propria unità e compattezza. “È un segnale forte per i nostri elettori che siamo uniti e dovremmo ottenere un buon risultato” alle elezioni del marzo 2020 per il rinnovo del Parlamento, ha aggiunto. “SaS ha dimostrato più volte di poter ottenere un risultato positivo e sorprendente. Combatteremo per il buon senso e la Slovacchia, dove vale la pena fare affari, lavorare e vivere.”

Il congresso era stato convocato da Sulík nonostante il suo mandato di presidente scada solo nel giugno del 2020, a causa di voci interne al partito riguardanti la presentazione di altre possibili candidature, come quella del vicepresidente di SaS, Ľubomír Galko.
A questo punto Sulík ha optato per la convocazione di un congresso straordinario che eleggesse anticipatamente il presidente, considerando questo atto – per altro previsto dallo statuto del partito – come lo strumento “piú democratico”.
Tra i membri di spicco di SaS che non hanno partecipato al congresso figurano i vicepresidenti del partito Jana Kiššová, Ľubomír Galko e la deputata Natália Blahová, che ha criticato la decisione di Sulík ritenendola fonte di tensioni nel partito. Inoltre, a suo giudizio, non è stato concesso tempo sufficiente a nessuno per preparare adeguatamente la propria candidatura.
Per parte sua, Sulík ha replicato che “tutti i membri del partito hanno appreso in tempo della convocazione del congresso e hanno avuto la possibilità di candidarsi alla carica di presidente. La domanda sul perché non l’hanno sfruttata dovrebbe essere rivolta a loro”.

(Red)

Foto: Sloboda a Solidarita (Fb)

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