L’ambasciata del Brasile a Bratislava replica al ministro Matečná sull’accordo UE/Mercosur

L’ambasciata del Brasile a Bratislava ha replicato con una dichiarazione dell’ambasciatore Luis Balduino alle affermazioni del ministro dell’Agricoltura Gabriela Matečná (Partito nazionale slovacco / SNS) in merito all’accordo UE/Mercosur.
Il 28 agosto Matečná ha dichiarato che il settore agricolo della Repubblica slovacca è pronto a proporre al Consiglio dell’UE il blocco dell’accordo commerciale con il mercato comune dell’America meridionale.
Tra le ragioni principali, il ministro ha menzionato i recenti scandali alimentari, i bassi standard qualitativi e di sicurezza dei prodotti alimentari, ma soprattutto l’indifferenza mostrata dal presidente del Brasile Jair Bolsonaro di fronte alla massiccia devastazione della foresta pluviale amazzonica.
“L’atteggiamento che il Brasile sta assumendo nei confronti della foresta pluviale amazzonica negli ultimi tempi non è accettabile”, aveva dichiarato Matečná. “L’Unione europea deve utilizzare tutti i mezzi disponibili per costringere il Brasile a cambiare il suo atteggiamento in questo senso, anche ricorrendo alle pressioni economiche.”

L’ambasciata del Brasile a Bratislava ritiene “inappropriato e precipitoso” collegare artificialmente l’attuale situazione nella foresta pluviale amazzonica con l’accordo commerciale tra l’UE e il gruppo Mercosur. Ritiene inoltre inappropriato definire i prodotti agricoli e alimentari brasiliani come “prodotti di bassa qualità e di bassa sicurezza biologica”.
L’ambasciatore Balduino ha anche sottolineato che il suo Paese, di concerto con altri Paesi dell’area amazzonica, sta impiegando tutti i mezzi disponibili per tenere sotto controllo gli incendi il piú rapidamente possibile.
Secondo l’ambasciatore, l’accordo tra l’UE e il Mercosur é uno degli accordi commerciali piú importanti degli ultimi tempi e la Slovacchia rientra nel gruppo di Paesi che potrebbero trarne maggiori benefici.

Che cosa prevede l’accordo tra l’UE e il Mercosur

Quello che é stato definito come il più grande accordo commerciale nella storia dell’UE, é stato firmato il 28 giugno del 2019 al termine di negoziati ventennali. Entrerà in vigore solo dopo la ratifica unanime degli Stati membri e del Parlamento europeo, nonché dei quattro parlamenti nazionali del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay).
L’accordo consentirà alle società dell’UE di espandersi e investire nel mercato del Mercosur, mentre gli esportatori potranno beneficiare di una riduzione progressiva delle tariffe. Si stima che i risparmi supereranno i 4 miliardi di euro all’anno, oltre quattro volte i benefici prodotti dall’accordo con il Giappone stipulato nel 2018.
Il settore agroalimentare europeo potrà usufruire della riduzione delle tariffe elevate nel Mercosur su prodotti di esportazione dell’UE, come cioccolatini e dolciumi (20%), vini (27%), alcolici (dal 20 al 35%) e bevande analcoliche (dal 20 al 35%). L’accordo consentirà inoltre “un accesso in esenzione da dazi contingentato per i prodotti lattiero-caseari dell’UE”, in particolare per i formaggi, attualmente soggetti a dazi del 28%.
Allo stesso tempo, l’UE ridurrà fino all’80% le tariffe d’importazione sui prodotti dell’area del Mercosur, come cereali, carne rossa e bianca, frutta, caffè, succo d’arancia.
L’accordo include capitoli specifici sulla sicurezza e qualità degli alimenti – con specifiche garanzie per tutelare i prodotti di alta qualità con 357 indicazioni geografiche (IG) -, sulla salute degli animali e delle piante e la protezione dell’ambiente, compresi lo sviluppo sostenibile e la gestione sostenibile delle foreste.
Entrambe le parti si impegnano a mantenere i più elevati standard dell’UE e ad attuare l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. E questo implica anche l’impegno congiunto contro la deforestazione.
Tuttavia in Europa questo accordo, sebbene garantisca numerosi vantaggi economici e includa clausole di protezione ambientale, ha già creato perplessità tra agricoltori e ambientalisti, in un mix di preoccupazioni per la salute e l’ambiente e interessi “di bottega”. Sotto accusa, in particolare, le norme ambientali e sanitarie meno severe rispetto a quelle in vigore nell’UE, soprattutto riguardo all’impiego di antibiotici negli allevamenti, l’autorizzazione all’uso di 239 pesticidi potenzialmente nocivi concessa dal presidente Bolsonaro e l’importazione di manzo e soia geneticamente modificata per l’alimentazione animale, ritenuti la principale causa di deforestazione in Amazzonia.

(La Redazione)

Foto FB/minagri.sr
Pixabay CC0

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