Ieri la Giornata della Costituzione slovacca. Fu approvata l’1 settembre 1992

Domenica 1 settembre la Slovacchia ha festeggiato la Giornata della Costituzione, 27 anni dopo la sua entrata in vigore nel 1992. Per l’occasione, come avviene ormai da molti anni, il Parlamento slovacco ha aperto le sue porte al pubblico, offrendo a cittadini slovacchi e turisti la possibilità di vedere il “palazzo del potere” dal di dentro e la possibilità di svago con un programma fitto anche nel vicino castello di Bratislava. Il presidente del Parlamento Andrej Danko, e numerosi deputati, hanno accolto e parlato con la gente comune nella giornata di “porte aperte”.

In questa occasione è stata innalzata per la prima volta con una cerimonia la bandiera nazionale slovacca sul nuovo pennone eretto il mese scorso davanti al Parlamento. Alla cerimonia dell’alzabandiera hanno partecipato il presidente del Parlamento Andrej Danko (Partito nazionale slovacco / SNS), che ha fortemente voluto l’asta di 30 metri, gli ex presidenti della Repubblica Rudolf Schuster e Ivan Gasparovic e diversi membri del consiglio dei ministri e del Consiglio nazionale slovacco (NRSR). Dichiarando che «la nostra bandiera nazionale ha i colori più belli: il bianco, il blu e il rosso – simboli di uguaglianza, fratellanza e libertà», Danko ha invitato i cittadini a partecipare agli sforzi di costruzione dello Stato, a prescindere dalla loro etnia, religione o opinioni politiche.

L’asta della bandiera è stata oggetto di discussioni per il suo costo e l’opportunità di installare un palo così imponente – alto trenta metri – davanti al Parlamento. Il suo costo, circa 60.000 euro, è comunque stato sostenuto da circa 100 donatori privati, tra i quali lo stesso presidente parlamentare. Tuttavia, il manufatto non ha messo d’accordo i tanti critici, anche esperti urbanisti, per l’aspetto per pennone, la sua posizione e la mancanza di relazione con l’ambiente circostante. Qualche giorno fa è nata una nuova controversia sulla sua sicurezza, dopo che durante un temporale l’asta è stata colpita da un fulmine, come si vede nella foto qui sotto.

Bratislava a CG blesk

Uverejnil používateľ Adam Kováč Sobota 24. augusta 2019

Adottata dal Parlamento il 1° settembre 1992, entrata in vigore un mese più tardi (mentre ancora la Slovacchia era parte della Federazione cecoslovacca), la Costituzione della Slovacchia divenne la legge fondamentale dello Stato dal 1° gennaio 1993, quando fu istituita ufficialmente la Repubblica Slovacca indipendente. Fu approvata da 114 dei 134 deputati presenti al Consiglio nazionale slovacco, quattro giorni dopo la conclusione dei negoziati tra i rappresentanti slovacchi e cechi, condotti nella famosa Villa Tugendhat a Brno dai rappresentanti dei due partiti di maggioranza, lo slovacco HZDS e il ceco ODS e dei loro leader, Vladimir Meciar e Vaclav Klaus, entrambi primi ministri federali, che decisero lo smembramento della Repubblica Federale Ceca e Slovacca.

La Costituzione fu firmata dall’allora capo del Consiglio nazionale slovacco Ivan Gasparovic (poi presidente per due mandati) e dal primo ministro Vladimir Meciar il 3 settembre 1992 presso il Castello di Bratislava, ed è formalmente entrata in vigore il 1° ottobre successivo, mentre alcune parti sono divenute attive solo a partire dal 1° gennaio 1993, data ufficiale della nascita della Repubblica Slovacca e dello scioglimento della Cecoslovacchia, un processo noto come Divorzio di Velluto grazie al modo indolore con il quale si è svolto. Per la stesura del testo, da allora emendato diverse volte, l’ultima pochi mesi fa, ci si ispirò a molte formulazioni prese anche direttamente dalla Costituzione Cecoslovacca del 1920.

Composta di un preambolo e nove articoli, la Costituzione della Repubblica Slovacca è lunga quasi 14.000 parole, divise in 427 paragrafi. Le formulazioni più comuni che si trovano nella Costituzione sono “Repubblica Slovacca”, “Consiglio Nazionale”, “Presidente della Repubblica Slovacca”, ”Corte Costituzionale della Repubblica Slovacca”, “ha il diritto”, “per legge”, “ognuno ha il diritto” e “diritti e libertà”.

La Festa nazionale della Costituzione è tra le festività che alcuni politici pensano di abolire, nell’ambito di una revisione delle festività nazionali, dicendo che già esiste una Festa della Repubblica l’1 gennaio, data della fondazione della Slovacchia.

(La Redazione)

Foto nrsr.sk

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