Il riscaldamento dell’Europa è più rapido del previsto

Quest’estate, le temperature in Europa hanno raggiunto livelli record quest’estate, superando i 46.0 gradi Celsius nel sud della Francia, ma in tutta Europa, i cambiamenti climatici stanno facendo aumentare il numero di giorni di caldo estremo e facendo diminuire il numero di giorni di freddo estremo e questo rappresenta un rischio per gli europei. A dirlo è lo studio “Detection of a Climate Change Signal in Extreme Heat, Heat Stress, and Cold in Europe From Observations”, pubblicato su AGU Geophysical Research Letters da Ruth Lorenz, Zélie Stalhandske  ed Erich Fischer dell’ETH Zürich, che evidenzia che rileva che «Dal 1950, il numero di giorni estivi con caldo estremo è triplicato e le estati sono diventate generalmente più calde, mentre il numero di giorni invernali con freddo estremo è diminuito di frequenza di almeno la metà e gli inverni sono diventati complessivamente più caldi».

Il nuovo studio rileva che alcune parti d’Europa si stanno riscaldando più rapidamente di quanto previsto dai i modelli climatici. La Lorenz evidenzia che «Anche su questa scala regionale europea, possiamo vedere che queste tendenze sono molto più grandi di quanto ci aspetteremmo dalla variabilità naturale. Questo è davvero un segnale dei cambiamenti climatici».

Gli scienziati sapevano che i cambiamenti climatici stavano riscaldando l’Europa, ma hanno studiato soprattutto i cambiamenti a lungo termine delle temperature estreme. Il nuovo studio svizzero ha esaminato i dati osservativi «per valutare se i modelli climatici utilizzati per le proiezioni regionali possano riprodurre le tendenze osservate» La Lorenz e i suoi colleghi hanno utilizzato i dati dal 1950-2018 provenienti  dalle stazioni meteorologiche europee e quindi hanno analizzato l’1% degli estremi di caldo più alti e gli estremi di umidità più elevati e l’1% dei giorni più freddi-

La Lorenz spiega ancora: «Abbiamo esaminato ulteriormente il giorno più caldo o la notte più fredda dell’anno, quindi per ogni anno abbiamo cercato il valore massimo/minimo e come questi siano cambiati nel tempo<, E’ così che hanno scoperto che dal 1950 il numero di giorni di caldo estremo in Europa sono triplicati, mentre il numero di giorni di freddo estremo sono diminuiti di un fattore 2 o 3 a seconda della regione. I giorni estremamente caldi sono diventati più caldi in media di 2,3 gradi Celsius, mentre anche i giorni estremamente freddi sono in media più caldi di 3,0° C. I giorni più caldi e le notti più fredde hanno quindi subito un riscaldamento significativamente maggiore delle temperature medie estive e invernali.

Secondo gli autori, «Le regioni europee hanno sperimentato andamenti della temperatura drasticamente diversi, il che rende difficile confrontare le temperature medie europee con gli estremi di specifiche stazioni di rilevamento». La Lorenz fa notare che «Nell’Europa centrale, gli estremi si sono riscaldati di 0,14 gradi Celsius per decennio in più rispetto alla media estiva, equivalenti a quasi 1,0 gradi Celsius  e sono aumentati più della media durante l’intero periodo di studio. Oltre il 90% delle stazioni meteorologiche studiate ha mostrato che il clima si stava riscaldando, una percentuale troppo elevata per essere dovuta puramente alla variabilità climatica naturale».

I risultati hanno anche mostrato che l’Europa nel suo insieme si sta riscaldando più velocemente di quanto previsto dai modelli climatici: alcune regioni hanno sperimentato estremi più elevati del previsto e alcuni hanno avuto estremi più bassi del previsto.

Geert Jan van Oldenborgh, analista climatico del Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut, che non ha partecipato allo studio, commenta: «Nei Paesi Bassi, in Belgio, in Francia, le tendenze del modello sono circa due volte inferiori rispetto alle tendenze osservate. Stiamo raggiungendo nuovi record più velocemente di quanto ci si aspetti».

Gli autori dello studio avvertono che «Le estati e gli inverni europei diventeranno più caldi solo nei prossimi anni con l’accelerazione del cambiamento climatico, il che avrà un impatto sulle città e sulle persone impreparate all’aumento delle temperature».

La Lorenz conclude: «Per esempio, molte persone non hanno l’aria condizionata e questo lo rende davvero importante. Ci aspettavamo risultati basati sugli studi di modellazione, ma è la prima volta che  vediamo ciò che abbiamo visto finora».

(Fonte Greenreport.it)

Foto Maxpixel CC0

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