Nuovo anno scolastico, si comincia lunedì per 660.000 alunni in tutta la Slovacchia

Lunedì 2 settembre saranno circa 660.000 gli alunni della scuola primaria e secondaria che inizieranno il nuovo anno scolastico presso 1.910 scuole primarie, 441 scuole professionali, 236 licei e 17 conservatori. La prima metà dell’anno 2019-2020 terminerà il 31 gennaio, la seconda inizia il 4 febbraio e termina il 30 giugno 2020, per un totale di 190 giorni sui banchi. Esclusi i weekend e la settimana di vacanze metà anno (tra febbraio e marzo), sono 92 le giornate di festa per gli alunni di ogni ordine e grado. Un calendario delle vacanze scolastiche infraannuali, che varia di regione in regione, è disponibile a questa pagina del sito del ministero.

Una data importante dell’anno scolastico per le quinte classi della scuola primaria sarà il 20 novembre, quando si terranno i test nazionali di matematica e lingua e letteratura slovacca (lingua e letteratura ungherese per le scuole delle comunità di etnia magiara). Mentre il 1° aprile 2020 si svolgeranno i test per gli alunni del nono anno, nelle stesse materie.

Tra i maggiori cambiamenti nel nuovo anno scolastico ci sono quelli che riguardano l’insegnamento delle lingue straniere. Gli alunni delle scuole elementari hanno finora studiato l’inglese dal terzo anno, e nel settimo anno hanno scelto un’altra lingua (tedesco, italiano, francese, russo o spagnolo), in base alle possibilità della scuola e all’interesse degli alunni. Ora, i nuovi alunni potranno scegliere la lingua straniera che verrà insegnata nel terzo anno di educazione obbligatoria. Se l’alunno non sceglie l’inglese come prima lingua, l’avrà obbligatoriamente come seconda lingua straniera dal settimo al nono anno.

Un emendamento alla legge sull’istruzione prevede infatti che la scuola debba «consentire all’alunno di comprendere e usare la lingua inglese e almeno un’altra lingua straniera», per almeno due ore settimanali. La modifica che consente l’esercizio di una maggiore libertà nella scelta della prima lingua straniera è stata concordata dal ministero dell’Istruzione con le scuole e le organizzazioni dei datori di lavoro. Secondo le intenzioni, la conoscenza di diverse lingue straniere, in particolare il tedesco e il francese, che sono le lingue degli affari e della cultura, possono garantire un migliore impiego nel mercato del lavoro nazionale. Tuttavia, l’adesione alla nuova norma rimane per il momento volontaria per le scuole, e secondo il ministero la maggior parte delle scuole continuerà a proporre l’inglese obbligatorio come prima lingua straniera.

Da quest’anno, inoltre, entra in vigore un emendamento a favore del personale docente specializzato, con l’obiettivo di rendere la professione e carriera di insegnante “più attraente”, introducendo tra l’altro una gratifica per lo “sviluppo professionale” da conferire ai docenti che hanno acquisito un livello di istruzione superiore, una formazione aggiuntiva specializzata e innovativa o hanno completato un test di lingua. La gratifica può arrivare fino al 12% dello stipendio normale di un insegnante durante un periodo di sette anni.

(La Redazione)

Foto minedu.sk

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