Conclusa la terza fase della riduzione del debito degli ospedali

Si è conclusa la terza fase iniziata a giugno del piano governativo di riduzione del debito degli ospedali e ora è in corso il processo di riepilogo dei dati statistici, afferma il ministero della Salute, spiegando che la prossima settimana dovrebbero essere disponibili dati precisi. Il piano riguardava un totale di 585 milioni di euro di debiti, che sono stati ripianati in tre fasi. La prima, per 339 milioni, conclusasi a luglio 2018, nella seconda ha visto il pagamento di quasi 55 milioni, mentre l’ultima riguardava i rimanenti 191 milioni. Il denaro è servito a saldare buona parte dei debiti dei nosocomi pubblici verso i fornitori, la previdenza sociale e i creditori del Servizio nationale di trasfusione. Nel piano, oltre a quest’ultimo, sono stati inclusi 29 ospedali, che hanno dovuto fare la loro parte presentando un piano singolo di recupero per risanare i conti ed ottimizzare la spesa, evitando di ricadere di nuovo in una situazione di insolvenza. Secondo il ministero gli ospedali stanno rispettando gli obiettivi progressivi fissati nei piani di recupero, con operazioni quali un maggiore controllo del consumo di medicinali e forniture mediche speciali, l’acquisto e la razionalizzazione dell’utilizzo di moderne apparecchiature mediche e l’attenzione al miglioramento di indicatori di qualità come i ricoveri e le ripetizioni di operazioni chirurgiche.

Tuttavia, secondo l’Istituto per le riforme economiche (Ineko), gli ospedali continuano a produrre debiti allo stesso ritmo del passato, sprecando l’opportunità di cambiare radicalmente la loro amministrazione. A loro discolpa, dice Ineko, c’è il fatto che gran parte delle spese a bilancio degli ospedali riguardano i salari del personale, che anche con i recenti aumenti prosciugano velocemente le risorse dei nosocomi più grandi, che del resto sono chiamati a sostenere anche le procedure mediche più complesse e costose che gli ospedali locali o regionali non sono in grado di fornire.

(Red)

Foto Sergio Santos cc by

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.