75 anni fa scoppiava la rivolta slovacca contro la Germania occupante

Oggi è il 75° anniversario della Insurrezione nazionale slovacca, quell’evento conosciuto popolarmente con l’acronimo “SNP” (Slovenské národné povstanie) al quale sono intestate piazze in tutta la Slovacchia (a Bratislava anche lo spettacolare ponte strallato). Numerose sono le manifestazioni organizzate in tutto il paese, ma la principale rimane quella che si svolge a Banská Bystrica, città che il 29 agosto 1944 vide scatenarsi la rivolta contro l’oppressore nazista.

Nel capoluogo della regione centrale del paese si è svolta questa mattina la cerimonia commemorativa con le più alte autorità nazionali, hanno deposto corone di fiori al Memoriale dell’Insurrezione, mentre aerei militari in formazione sorvolavano l’area. Discorsi sono stati pronunciati dai principali rappresentanti dello Stato, presenti diversi invitati stranieri.


Il museo e Memoriale dell’Insurrezione nazionale slovacca

Una grande parata militare si svolgerà nel pomeriggio, a partire dalle 15, per rendere omaggio agli eroi che combatterono per «gli stessi principi e idee che sono oggi i pilastri delle tradizioni militari della Repubblica Slovacca: la lotta per la pace, la democrazia, l’uguaglianza e, soprattutto, la lotta contro il fascismo», come ha indicato con una lunga nota in occasione del 75° anniversario l’ufficio del governo.  Alla sfilata partecipano più di 1.500 soldati, suddivisi in oltre 35 unità in rappresentanza delle forze terrestri e aeree, forze speciali, polizia militare e l’Accademia delle Forze armate di Liptovský Mikuláš, con oltre 200 veicoli militari corazzati e carri armati, e 15 aerei. Dal cielo si lanceranno i paracadutisti del V Reggimento speciale di Žilina. Una buona occasione, secondo il ministero della Difesa, di mostrare ai cittadini i recenti progressi nella modernizzazione delle Forze armate.


Veterani dell’SNP – Foto muzeumsnp.sk

Presso il Memoriale SNP è stato allestito un campo militare e attrezzature militari storiche, e il Museo SNP sarà aperto al pubblico gratuitamente. Uno stand offrirà agli appassionati lo speciale francobollo emesso dalle Poste slovacche per il 75° dell’SNP. Ieri, vigilia dell’anniversario, un concerto di gala a Banská Bystrica dell’Opera di Stato ha visto anche la consegna di rinoscimento del Museo SNP alle personalità che sostengono attivamente le attività del museo. Sempre ieri è iniziata la vendita della terza serie di banconote souvenir da 0 euro del Museo SNP, emesse in serie da 10.000 unità. Questa sera, dalle 20:30, il prato antistante il memoriale vedrà l’esecuzione di una serata-concerto con artisti come Kristína, Miro Žbirka e la band Desmod, e i gruppi di ballo Lúčnica e SĽUK.

Il generale Ján Golian (Wikimedia)

Non mancherà un omaggio all’eroe della rivolta, il generale Ján Golian, al tempo appena trentottenne, che con il suo ordine “Cominciamo con lo sfratto”, dato il 29 agosto 1944 a Banska Bystrica, mise in moto la rivolta. Golian fu poi catturato, e giustiziato nel 1945 nel campo di concentramento di Flossenburg in Germania. Dopo l’ascesa del comunismo in Cecoslovacchia, nel 1948, Golian fu denunciato come traditore e la moglie e il figlio furono perseguitati. Solo nel 1968, durante la Primavera di Praga, la situazione per la sua famiglia è cambiata.

La rivolta nazionale

Durante la sua fase più acuta, circa 60.000 soldati e 18.000 partigiani parteciparono all’Insurezione nazionale slovacca. Il 29 agosto del 1944 reparti dell’esercito ribelli al regime collaborazionista dello Stato slovacco si unirono a gruppi di partigiani e a combattenti delle brigate internazionali con l’intento di rovesciare il governo di Jozef Tiso, a capo della Repubblica Slovacca indipendente dal 1939. Già alla fine dell’anno precedente iniziarono i primi preparativi dell’insurrezione, con il capo del governo cecoslovacco in esilio a Londra, Edvard Beneš, che prese contatti con dissidenti dell’esercito slovacco per costituire un Consiglio Nazionale Slovacco clandestino sotto l’autorità di Beneš. Il consiglio si impegnò alla ricostituzione della Cecoslovacchia una volta terminata la guerra. Nel marzo 1944 prese le redini della rivolta il generale Ján Golian, e intanto presso le basi dei ribelli nella Slovacchia centrale e orientale si raccoglievano soldi e armi. I soldati sovietici si stavano nel frattempo avvicinando al confine slovacco dalla Polonia, dove si sarebbero scoperti gli orrori di Auschwitz.

Quando un’imboscata dei partigiani comunisti il 27 agosto uccise 30 delegati tedeschi, le autorità naziste ordinarono l’occupazione del Paese, annunciata alla radio alle 19 del 29 agosto. Un’ora più tardi scattò la rivolta, ordinata con un messaggio del generale Golian alle unità ribelli. La mattina del 30 agosto le prime unità di rivoltosi entrarono nella città di Banská Bystrica e vi fondarono il loro quartier generale. L’aviazione, che avrebbe dovuto sostenere la presa del territorio, al contrario di quanto concordato abbandonò il campo e volò verso la Polonia,dove si unì all’armata sovietica. I tedeschi furono così favoriti nell’avere facile vittoria contro le due divisioni pesanti di ribelli dislocate a Prešov, che vennero circondate e disarmate mentre avrebbero dovuto resistere all’avanzata tedesca.

Il 10 settembre le forze insorte avevano comunque raggiunto il controllo di vaste aree della Slovacchia centrale e orientale. I sovietici però, che in base ad accordi stretti mesi prima tra Beneš, Stalin e Molotov dovevano arrivare in rinforzo ai rivoltosi, erano in ritardo. Il Reich inviò 40.000 soldati tedeschi per sedare gli slovacchi, e risolsero la situazione in poche settimane. L’invasione della Slovacchia dalla Polonia fissata per l’8 settembre, attraverso il passo di Dukla, fu secondo gli storici poco preparato e si trasformò in una battaglia che durò ben sette settimane, lasciando sul campo su entrambi i fronti migliaia di vittime. Sebbene i numeri siano un po’ ballerini, si parla di 21.000 morti e circa 65.000 feriti.

Banska Bystrica fu abbandonata dai ribelli il 27 ottobre, poche ore prima dell’ingresso dei tedeschi. Il 28 ottobre il generale Viest, che aveva preso la testa dell’insurrezione dopo Golian, annunciò in un messaggio a Beneš la fine sfortunata della rivolta. Numerosi combattimenti continuarono tuttavia nela guerriglia contro i tedeschi fino alla liberazione della Slovacchia, avvenuta nei primi mesi del 1945 ad opera dell’Armata Rossa. L’ordine fu dato loro da Golian e Viest, che però furono catturati pochi giorni dopo, il 3 novembre. Qualche mese dopo furono entrambi giustiziati.

Il 29 agosto è una delle cinque festività nazionali di Stato in Slovacchia, con il titolo di Giornata dell’Insurrezione nazionale slovacca. Le altre quatto sono la Giornata della nascita della Repubblica Slovacca (1 gennaio), la Festa dei Santi Cirillo e Metodio (5 luglio), la Giornata della Costituzione della Repubblica Slovacca (1 settembre) e la Giornata della lotta per la libertà e la democrazia (17 novembre, anniversario della caduta del comunismo in Cecoslovacchia).

(La Redazione)


Foto Pavel Pelech CC0
Ricostruzione battaglia SNP – Foto Ulancanka84 cc by sa
Foto Pavel Pelech CC0, memoriale di Dukla – Foto CC0

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