PIL slovacco in rallentamento, crescita nel 2° trimestre all’1,9%. Ministro: dovremo fare tagli

I dati preliminari sul prodotto interno lordo (PIL) della Slovacchia pubblicati a Ferragosto mostrano che la crescita nel secondo trimestre del 2019 è stata dell’1,9% su base annua a prezzi fissi. I numeri delll’Ufficio di Statistica indicano che, a dati destagionalizzati, il PIL ha registrato una crescita del 2,5% su base annua e dello 0,4% su base trimestrale. Ai prezzi attuali, il PIL è aumentato del 4,6% su base trimestrale per raggiungere la somma di 23,7 miliardi di euro. I dati definitivi saranno pubblicati in settembre, come quelli sugli sviluppi dell’occupazione complessiva, che in via preliminare vedono un aumento dell’1,4%, che diventa l’1,5 dopo gli aggiustamenti stagionali in confronto al secondo trimestre dello scorso anno, e dello 0,3% rispetto al primo trimestre di quest’anno. Nel complesso, in Slovacchia erano impiegate al 30 giugno oltre 2,4 milioni di persone.

L’annuncio dell’Ufficio di Statistica hanno provocato diverse reazioni sia tra gli economisti che a livello politico. Secondo l’ultima indagine mensile condotta dalla Banca centrale della Slovacchia (NBS) in agosto tra gli analisti delle banche commerciali, la crescita del PIL per quest’anno dovrebbe rallentare significativamente. Il risultato del sondaggio mostra che le attese degli economisti si fermano a un 2,8% di crescita contro il 4,3% previsto all’inizio di quest’anno. Si tratta di un taglio delle stime di crescita di 0,6 punti percentuali rispetto al mese di luglio. Una riduzione del ritmo della crescita era prevista, dovuta in buona parte al rallentamento della Germania, principale cliente dell’export slovacco nonché locomotiva europea, e, a livello globale, della Cina, senza parlare delle guerre commerciali tra Cina e Stati Uniti. Secondo diversi analisti, la velocità ridotta di crescita avrebbe effetti negativi sulla creazione di posti di lavoro, e dunque sull’attesa riduzione del tasso di disoccupazione, che nell’ultimo anno è stato attenutato solo di mezzo punto percentuale.

Lo stesso sondaggio tra le banche commerciali indica che la crescita del PIL del prossimo anno, a prezzi fissi, dovrebbe rallentare al 2,7%, 0,4 punti in meno della stima di luglio. Il tasso di disoccupazione dovrebbe raggiungere il 5,8%, una cifra invariata rispetto a luglio, mentre gli stipendi nominali dovrebbero aumentare del 6,5% e il tasso di occupazione dovrebbe crescere quest’anno dell’1,2%. Nel frattempo, l’inflazione in Slovacchia dovrebbe ammontare al 2,5%.

Sulla scia dei dati annunciati dall’ufficio statistico, il ministro delle Finanze Ladislav Kamenický (Smer-SD) ha ammesso che sono soprattutto i fattori esterni ad avere influito sul rallentamento della Slovacchia, che è stata però più profonda di quanto previsto dal ministero. Se la crescita del PIL dovesse continuare a rallentare al ritmo attuale anche nei prossimi mesi, la situazione diventerà grave e potrebbe essere a rischio l’obiettivo di chiudere in pareggio il bilancio dello Stato, ha detto Kamenický. Il budget delle amministrazioni pubbliche approvato per quest’anno era infatti stato redatto sull’ipotesi di crescita del PIL del 4,5%, oggi piuttosto lontana dalla realtà. Kamenický ha pertanto invitato i colleghi ministri a iniziare a risparmiare dove possibile per non trovarsi a fine anno con un buco impossibile da colmare. Il ministro ha detto che attenderà i dati della prognosi di settembre, che se confermeranno questo trend porteranno alla decisione di un taglio deciso delle spese.

(La Redazione)

Foto klimkin CC0

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