Riforma ospedaliera ancora in bilico, il governo rimanda la decisione

Il ministro della Sanità Andrea Kalavská (candidata del partito Smer-SD) si è opposta alla richiesta del presidente di Smer-SD Robert Fico di presentare il disegno di legge sulla riforma ospedaliera come legge costituzionale. Il progetto di stratificazione degli ospedali che intende creare una rete di nosocomi distribuiti in tutto il paese e con compiti differenziati e ben definiti entro il 2030 rischiava dunque di non avere il sostegno di quello che rimane il partito più numeroso in Parlamento. Fico ha avvertito che se il disegno di legge sarà presentato come legge ordinaria il suo partito non la voterà in aula, e ha avvertito Kalavská che sarebbe stato bene seguire le sue indicazioni, oppure rivedere i suoi piani futuri in politica se la riforma non dovesse passare, una minaccia non tanto velata che arriva a pochi mesi dalle elezioni della primavera 2020. Fico teme che la legge venga percepita dagli elettori come un modo per chiudere un certo numero di reparti di ospedali. Per questo vuole un sostegno più ampio alla legge, per coinvolgere anche diverse formazioni politiche dell’opposizione, come richiesto da una maggioranza costituzionale che prevede almeno 90 voti (su 150 parlamentari).

Martedì scorso il Consiglio legislativo del governo ha approvato il progetto di riforma ospedaliera presentato come legge ordinaria, ma il giorno dopo il consiglio dei ministri ha approvato solo una parte del progetto – quello relativo alle cure a lungo termine – e ha dato tempo alla ministra della Sanità fino alla fine di settembre per trovare il sostegno politico necessario all’approvazione del nucleo della riforma, la trasformazione della rete ospedaliera, anche tra i banchi dell’opposizione.

Secondo il piano, cui si è lavorato diversi anni e che ha visto il coinvolgimenti di numerosi esperti e organizzazioni professionali, gli ospedali slovacchi dovrebbero essere divisi in tre categorie: gli ospedali locali saranno accessibili ai pazienti entro mezz’ora dalle loro abitazioni, gli ospedali regionali entro un’ora e gli ospedali nazionali entro 2 ore. Ogni categoria offrirà una diversa gamma di servizi. Gli ospedali locali garantiranno un’elevata disponibilità di cure urgenti, mentre gli ospedali regionali forniranno un’assistenza sanitaria più completa e quelli nazionali si occuperanno delle procedure mediche più complesse. La legge, se e quando sarà approvata, verrà implementata soltanto dal 2024.

La Camera slovacca dei medici (SLK) era contraria al progetto nella sua forma attuale, e aveva invitato il ministro della Sanità Andrea Kalavská a non sottoporre al governo alcuna proposta di legge, in quanto non sufficientemente preparata per essere approvata e messa in pratica, dice SLK, ricordando ai politici che qui si tratta di pazienti, ovvero persone, non di elettori, sui quali si sta combattendo una battaglia prettamente politica. Il fatto è che la stratificazione è una misura necessaria, ma non può essere basasta su criteri di sola o prevalente efficienza economicam, dice SLK. Il primo partito dell’opposizione, Libertà e Solidarietà (SaS) ha fatto sapere che sosterrà la riforma in ogni caso, anche come legge ordinaria. Se Smer non vota la legge di un proprio ministro, questi dovrebbe allora dimettersi, avvisa un altro partito di opposizione, OLaNO, mentre Sme Rodina dice di volere aspettare la versione definitiva del progetto legislativo per esprimere la sua opinione.

Il ministero ha ricordato che la stratificazione è una riforma rivoluzionaria estremamente necessaria per l’assistenza sanitaria. «I pazienti in Slovacchia hanno tassi 2,5 volte più alti di decessi evitabili» rispetto ai paesi dell’Europa occidentale, e ricoveri più lunghi e ripetuti, tutte problematiche che si possono risolvere solo con un cambiamento sistematico. La questione della stratificazione sarà affrontata dai partiti della maggioranza nel corso della prossima riunione del Consiglio di coalizione.

(Red)

Foto pixabay CC0

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