Centrale di Mochovce, aziende italiane non pagate denunciano appaltatore

Una squadra dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA ha fatto irruzione ieri nell’area della centrale nucleare di Mochovce, dove si stanno completando le unità 3 e 4, che anche recentemente hanno subito ulteriori ritardi nei lavori. Secondo indiscrezioni, la visita degli agenti di polizia riguarderebbe la posizione di uno dei fornitori che stanno lavorando al completamento dei due nuovi reattori nucleari. Si tratta dell’italiana Solesi, con sede a Siracusa, che ha vinto una gara da 30 milioni per il progetto e che avrebbe una controversia commerciale aperta con un suo subappaltatore. Di Solesi si è parlato sui media slovacchi più volte per il fatto che la società è debitrice verso aziende subappaltatrici che hanno svolto lavori e che non sono state pagate. Alcune di loro di sono rivolte alla polizia. La squadra “Elektro” della NAKA che è entrata negli uffici di Solesi nel cantiere della centrale ha poi anche fatto visita alla sede a Bratislava, sequestrando documentazione contabile.

L’operazione di polizia “Dlžník” (Debitore) riguarda un credito vantato di oltre due milioni di euro da parte di un creditore. Ma l’aziende italiana è già nota alle cronache per non avere pagato i lavori di diverse società nel raddoppio della centrale di Mochovce.

La società Slovenské Elektrárne (SE), che gestisce la centrale ed è responsabile del completamento dell’impianto, si tira fuori dalla questione dicendo che le indagini non riguardano il produttore di elettricità, che possiede la centrale di Mochovce ma si occupa soltanto dei rapporti con i suoi fornitori diretti, in questo caso con Solesi e non con i subappaltatori. Lo ha fatto sapere SE con una nota, lasciando intendere di avere pagato i suoi impegni a tutti i fornitori, anche alla Solesi.

Solesi avrebbe avuto un “problema” simile in Danimarca, dove non ha pagato una parte del salario ai propri dipendenti e diverse fatture di aziende in subappalto, ragion per cui è stata condannata da una corte danese, sentenza tuttavia bloccata dal tribunale di Siracusa.

Secondo quanto riporta il sito Aktuality.sk, il problema a Mochovce non è solo quello di debiti non pagati. C’è anche una questione di certificazioni mancanti dei lavori effettuati, apportando alla commessa della centrale di Mochovce 3-4 ulteriori ritardi. Le società contraenti del progetto devono fornire la cosiddetta documentazione di lavoro in corso, un registro della costruzione dettagliato, in cui il costruttore indica i dettagli di ogni intervento di costruzione, i materiali utilizzati, i tempi esatti delle operazioni di costruzione e chi ha lavorato sul sito. Ma almeno una delle società di costruzione non ha consegnato la sua documentazione perché non è stata pagata da Solesi. Senza quei documenti Slovenské Elektrárne non potrà ottenere l’approvazione finale del progetto e il collaudo della centrale, impendendo la sua accensione a lavori finiti. La spesa per la centrale MO34 ha ormai superato i 5,4 miliardi di euro, quasi il doppio di quanto stimato inizialmente, oltre dieci anni fa. A giugno Solesi aveva respinto tutte le accuse delle ditte interessate.

(Red)

Foto MHSR

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