Handlová, domani la commemorazione per i dieci anni dalla tragedia del 2009

Domani, sabato 10 agosto, saranno dieci anni dalla più grande tragedia della storia recente dell’industria mineraria in Slovacchia. Il 10 agosto 2009 venti persone, tra minatori e soccorritori, rimasero uccisi nella miniera di carbone di Handlová (regione di Trenčín) in una grande esplosione e nell’incendio che ne seguì. Nella città di Handlová verrà reso omaggio alla loro memoria e alla memoria di tutte le altre vittime di incidenti minerari durante una giornata di meditazione che è stata chiamata “Giornata delle rose bianche”. Le campane della chiesa di Santa Caterina suoneranno a morto alle 9:30 per cinque minuti in un ricordo dell’ultimo collegamento telefonico con i minatori sottoterra. La giornata del 10 agosto è stata inserita dal Parlamento nel 2010 tra i giorni commemorativi nazionali con l’appellativo di Giorno [di memoria] delle vittime di tragedie minerarie. In questa giornata la Slovacchia commemora più di 470 vittime di disgrazie minerarie che si sono verificate nelle miniere della regione dell’Alto Nitra, dove sono state registrate oltre 300 tragedie nelle miniere minerarie in Slovacchia.

Il caso sull’incidente non è ancora stato chiuso. Nel 2015 tre dipendenti della società mineraria Hornonitrianske bane Prievidza, a.s. (HBP) sono stati dichiarati colpevoli dal tribunale distrettuale di Trenčín e condannati a pene detentive tra i cinque e gli otto anni. Il tribunale regionale di Trenčín ha annullato il verdetto, che è ritornato alla corte di primo grado. Nel febbraio 2018 il caso è finito sul tavolo delle strutture pertinenti dell’Unione europea, cui si era rivolto l’ex ispettore e capo della commissione mineraria istituita per indagare sulle cause dell’esplosione. Secondo lui, la tragedia è avvenuta per cause diverse da quanto stabilito nella versione ufficiale. A suo parere, la causa dell’incidente non fu casuale, ma dovuta a fattori umani. L’ultima volta che il tribunale distrettuale di Prievidza si è occupato del caso fu a fine 2018, poi il processo è stato aggiornato a future audizioni ancora non calendarizzate.

Secondo quanto ricostruito oggi dal quotidiano Hospodarské noviny, alle 7 del mattino scoppiò un incendio nel pozzo orientale, che era fuori produzione dal mese di giugno, ad una profondità di 330 metri. Fu inviata sulla scena dello scoppio una squadra di 9 minatori, che si avvicinarono al fuoco ma non riuscirono a spegnerlo. Mezz’ora dopo la direzione della miniera ha chiamato aiuto e sono intervenuti 11 soccorritori della stazione di soccorso minerario principale di Prievidza, che sono scesi sottoterra alle 8:30. Alle 9:30 si è sentita una grande esplosione, probabilmente causata da gas infiammabili, e solo in serata è stato del tutto chiaro che tutte le venti persone intrappolate nel sottosuolo erano decedute. Altre nove persone hanno riportato ferite lievi e sono state portate in ospedale. Un’inchiesta ufficiale sul disastro conclusa nel 2011 ha decretato che diversi fattori hanno causato l’esplosione, ma non è stato determinato con certezza se tutte le misure di sicurezza siano state rispettate. I dipendenti della compagnia mineraria furono accusati di negligenza. Ci vollero tre giorni per riuscire a recuperare tutti i corpi, e per farlo i soccorrittori avrebbero sfidato temperature fino a 50 gradi e visibilità praticamente nulla.

Secondo quanto deciso quest’anno, il governo sospenderà nel 2024 la fornitura di sussidi all’industria del carbone in Slovacchia, e ha già promosso un programma di riconversione della regione dell’Alto Nitra verso una industria a bassa intensità di emissioni. Il mese scorso il consiglio dei ministri ha approvato il progetto di trasformazione, che prevede miliardi di investimenti per nuove infrastrutture di trasporto, innovazioni nel settore industriale e turistico, una economia a basse emissioni di Co2, e una mitigazione degli impatti della fine del settore estrattivo sulla vita dei lavoratori. La trasformazione della regione conterà in modo particolare sullo sviluppo dell’industria dell’energia, della chimica, della gomma e degli armamenti, nonché su agricoltura e turismo.

(Red)

Foto interpolsk CC0

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