Caso Kočner-Bödör: Pellegrini invita polizia, procura e giudici a lavorare onestamente

Le notizie riguardanti l’associazione a delinquere messa in piedi dall’uomo d’affari Marián Kočner, che include ufficiali di polizia, magistrati e giudici, ha provocato reazioni di vario genere nel mondo politico. Politica che, soprattutto l’opposizione, era sotto il tiro delle operazioni ordinate da Kočner volte a favorire il mantenimento del potere del partito socialdemocratico Smer-SD.

Il primo ministro Peter Pellegrini, vice presidente di Smer-SD, ha invitato ieri tutti gli agenti di polizia, i procuratori e i giudici a continuare a svolgere il loro onesto lavoro e ha dichiarato che lui e il suo governo hanno fiducia nel corso delle loro indagini e dei procedimenti giudiziari, certi che saranno guidati da nient’altro che le leggi dell’ordinamento slovacco, i loro valori morali e i principi di giustizia. Pellegrini ha detto questo in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, sottolineando che il governo fornirà loro la massima cooperazione e darà loro il massimo sostegno.

Pellegrini, che è appena tornato al palazzo del governo dopo una vacanza, ha detto che gli estratti trapelati dalle trascrizioni dei messaggi crittografati di Marián Kočner destano grande preoccupazione e suggeriscono un potere inappropriato e inaccettabile esercitato da alcune persone su alcune autorità dello Stato. Pellegrini ha ricordato che un principio di giustizia di base deve applicarsi a tutti in Slovacchia. «Lasciamo che le carte ci portino dove possono». Ha detto che il lavoro svolto da polizia e investigatori porta i suoi frutti e «persone che in passato godevano dei riflettori e dell’attenzione dei media oggi sono sotto custodia e davanti ai tribunali».

Il vicepresidente di Smer-SD Robert Kaliňák è intervenuto ieri per dire che rifiuta l’idea di una qualunque connessione tra il partito socialdemocratico e Marián Kočner. Se è vero che aveva il controllo sulla polizia, allora non sarebbe stato accusato di diversi scandali anche prima dell’omicidio di Ján Kuciak e Martina Kušnírová, mentre la polizia era comandata da Tibor Gašpar. Secondo l’ex ministro degli Interni, l’articolo del quotidiano Dennik N, in cui si riportano gli scambi di messaggi tra Kočner e l’oligarca Norbert Bödör, è una totale sciocchezza. Quando c’è un minimo problema tra le fila dell’opposizione, nasce sempre un tentativo di sviare l’attenzione fabbricando un nuovo scandalo, dice Kaliňák. Il “problema” cui si riferiva è quello della presunta dipendenza da droghe del leader del partito Progresivne Slovensko, Michal Truban, che ha ammesso di avere fumato marijuana in gioventù.

Commenti di questo tono sono arrivati anche dal leader Smer Robert Fico e dal parlamentare Dusan Jarjabek, seconto il quale le fuoriuscite delle trascrizioni sono uno strumento di campagna elettorale. una bomba mediatica destinata a provocare un terremoto allo scopo di indebolire il più possibile il partito Smer-SD nelle prossime elezioni. Secondo Fico, chi ha fatto trapelare le trascrizioni sta facendo un debole tentativo di distogliere l’attenzione dalle esperienze di abuso di droghe del leader progressista Michal Truban. Un tentativo compiuto da «oligarchi, signori assetati di potere e la miserabile redazione di Dennik N». Non è la prima volta che in Slovacchia accade una cosa del genere, ha notato Fico, facendo diretto riferimento alla sua presunta telefonata con Antonino Vadalà, l’imprenditore legato alla ‘ndrangheta oggi in prigione per traffico di droga che Fico dice non avere mai sentito in vita sua. Allora, la fantomatica telefonata nacque per coprire l’eco della frode fiscale dell’allora presidente Andrej Kiska.

Rispondendo agli attacchi, il diretto interessato Michal Truban, presidente del partito Progresivne Slovensko, ha dichiarato che Fico e Kalinak hanno paura di essere sostituiti dal nuovo sangue della politica. Secondo loro, ha proseguito Truban, hanno tutti unito le loro forze in una cospirazione di grande vastità: polizia, procura, tribunali, il quotidiano Dennik N, ovviamente anche Kočner e Bödör e magari anche [la società per la sicurezza informatica slovacca] Eset e [il miliardario George] Soros, che Fico diceva lo scorso anno cospirare contro la Slovacchia. Tutti insieme, commenta Truban, con l’unico scopo di distogliere l’attenzione dalla mia unica ‘canna’.

Tra gli alleati di governo di Smer, mentre il leader del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko tace, il capo di Most-Hid Bela Bugar ha detto che i resoconti dati dai media della faccenda sono una lettura sconcertante: le forze dell’ordine devono districare i fatti il ​​prima possibile. «Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso», ha detto Bugar, che ha sottolineato come dall’arrivo del nuovo presidente Milan Lučanský la polizia si sia liberata la mani e improvvisamente è divenuta più attiva.

(Red)

Foto Daniel_B CC0

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