UE chiede conto delle sanzioni per cartello aziende costruzioni in Slovacchia

La Slovacchia potrebbe dover restituire centinaia di milioni di fondi europei per la costruzione di autostrade. La Commissione europea ha ammonito il governo slovacco per non avere punito le società di costruzione che avevano costituito un cartello di imprese. Come ha rilevato il quotidiano Dennik N, nel 2006 l’Ufficio degli appalti pubblici (ÚVO) ha deciso che le sei società – Doprastav, Skanska DS, Strabag, Inžinierske stavby, Betamont e Mota-Engil – non avrebbero potuto partecipare a bandi pubblici per cinque anni. Prima ancora, l’Ufficio Antimonopoli (PMÚ) aveva inflitto un’ammenda totale di 45 milioni di euro alle sei imprese. Secondo entrambe le autorità, l’accordo di cartello tra le società era sorto in occasione della presentazione delle offerte per la costruzione del tratto autostradale da Mengusovce a Jánovce della D1. Dopo diversi anni di battaglia, la Corte suprema aveva confermato in via definitiva i verdetti delle due autorità.

Due di quelle imprese, Doprastav (che a fine 2014 ha ottenuto la ristrutturazione dei debiti) e Strabag, non avevano pagato le multe, ha scritto Dennik N, ma hanno in ogni caso continuato a partecipare alle gare pubbliche promosse dallo Stato, e lo stesso è capitato con le altre, ignorando il divieto. Una cosa che ora la Commissione UE non è disposta ad accettare e si appresta a calcolare quanti fondi europei lo Stato slovacco dovrebbe restituire.

(Red)

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