Čaputová non firma la “legge nucleare”: limita l’informazione del pubblico

Un emendamento alla legge sull’uso pacifico dell’energia nucleare approvato dal Parlamento nella sessione di giugno è stato rimandato la scorsa settimana alla camera unica dalla presidente Zuzana Čaputová con le sue osservazioni. «L’applicazione dell’emendamento sarebbe contraria alla convenzione internazionale [sull’utilizzo del nucleare per usi pacifici] e limiterebbe irragionevolmente i diritti del pubblico all’accesso alle informazioni, la partecipazione della pubblica opinione al processo decisionale e l’accesso alla giustizia in materia ambientale», si legge nel veto posto dalla presidenza, sottolineando che il disegno di legge va a toccare «un’area delicata come il lancio e il funzionamento di impianti nucleari».

I parlamentari di Smer-SD hanno dichiarato che l’obiettivo della proposta era una semplificazione del processo di autorizzazione di nuove unità di produzione di energia nucleare, un tema su cui anche i deputati dell’opposizione hanno concordato. La modifica di legge va a mutare la precedente pratica in uso presso l’Autorità di regolamentazione nucleare ÚJD, con lo scopo di migliorare l’efficienza economica del processo e semplificare le procedure amministrative.

L’atto non andrebbe a toccare il diritto di informazione pubblica nella costruzione e nel lancio di potenziali nuove unità nucleari in Slovacchia, e contribuirebbe a una maggiore consapevolezza pubblica delle singole attività di ÚJD. In realtà il documento regola in modo differente da ora il trattamento delle informazioni riservate, informazioni classificate, segreti bancari, segreti fiscali, segreti aziendali, segreti delle telecomunicazioni, segreti postali, obblighi di riservatezza imposti legalmente o riconosciuti.

L’emendamento andrebbe tra le altre cose anche a cambiare le regole per il lancio definitivo della centrale di Mochovce, che ancora una volta ha subito un ulteriore ritardo. Secondo gli attuali programmi di lancio, il terzo blocco dovrebbe iniziare a produrre energia solo nella primavera 2020, e il quarto un anno più tardi.

(Red)

Foto Global2000 cc by nd

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