Crisi dell’acciaio: Železiarne Podbrezová per ora non licenzia

Nonostante l’annuncio di 2.500 esuberi nello stabilimento di US Steel a Košice, oltre il 20% della forza lavoro totale, e le difficoltà che persistono nel settore in tutta Europa, la società siderurgica Železiarne Podbrezová non ha finora preso in considerazione l’eventualità di ridurre il numero di dipendenti, come ha detto a Sita il suo presidente e ceo Vladimír Soták.

Per il momento l’azienda, che ha 3.200 lavoratori ed è il maggior datore di lavoro dell’area Horehronie, si limiterà a congelare l’assunzione di nuovo personale. Soták crede che il governo si occuperà presto della questione» e Železiarne Podbrezová si dice pronta a partecipare alla discussioneper cercare soluzioni. «Non va bene», ha dichiarato Soták, «se non rispettiamo dipendenti e datori di lavoro che da tempo pagano in modo sproporzionato di più allo Stato di quanto rimanga in cassa alle stesse società».

Soták ha ricordato le difficoltà dei produttori di acciaio del Vecchio Continente e la lettera che le maggiori società del settore hanno inviato alla Commissione europea all’inizio di giugno chiedendo misure urgenti per aiutare le aziende. Oggi l’offerta supera la domanda, afferma Soták, e tra la guerra commerciale scatenata tra Cina e Usa e l’elevato prezzo dell’elettricità che riduce la concorrenza delle industrie dei paesi Visegrad «del 25-30%».

Della difficile situazione nel comparto ne sta risentendo anche la società statale di trasporto merci su rotaia ZSSK Cargo, che ha aperto un dialogo con i sindacati proponendo una settimana lavorativa di quattro giorni per alcune categorie di lavoratori, un provvedimento che toccherebbe circa un terzo di tutti i dipendenti. La società pagherebbe un indennizzo per la giornata persa pari al 60% del salario.

(Red)

Foto zelpo.sk

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