Italia, ministro Tria: la fuga dei cervelli costa al Belpaese un punto di PIL ogni anno

Va bene la manovra, va bene anche «la previsione di crescita contenuta nel Def per il 2019, cioè lo 0,2% del Pil reale», che «è ancora valida», ma l’Italia ha un problema: «Stiamo disperdendo talenti, ma anche risorse. La fuga di cervelli all’estero che sta conoscendo l’Italia ci fa perdere circa 14 miliardi all’anno, poco meno dell’1% del Pil». Un punto di Pil, tantissimo se a sottolinearlo è il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che subito dopo aver snocciolato questo dato davanti a una platea composta da studenti della Luiss, si reca in Parlamento (il 16 luglio) per una audizione in cui spiega che «a oggi le prospettive elaborate dai principali previsori internazionali non indicano segnali recessivi. Tuttavia, il protrarsi delle incertezze potrebbe costituire un potenziale rischio negativo per la congiuntura». Come detto, Tria assicura comunque che «la previsione di crescita contenuta nel Def per il 2019, cioè lo 0,2% del Pil reale, è ancora valida, seppure permangono rischi al ribasso. Il quadro di finanza pubblica continua a essere orientato al ristabilimento della fiducia sui mercati, fondamentale per le famiglie ed essenziale per stimolare gli investimenti delle imprese».

(NoveColonneATG)

Foto pixabay CC0

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