Kočner chiedeva favori al Procuratore speciale Kováčik anche dalla galera

Secondo indiscrezioni pubblicate dal sito di notizie Aktuality.sk, la testata per cui lavorava il giornalista assassinato Ján Kuciak, l’ex spia Peter Tóth, che ha testimoniato nel caso dell’omicidio, ha raccontato alla polizia di contatti consuetudinari tra il procuratore speciale Dušan Kováčik e l’uomo d’affari Norbert Bödör, che si occupa principalmente di servizi di guardia e sicurezza. La testimonianza di Tóth riguardava le indagini sull’omicidio di Ján Kuciak e Martina Kušnírová, per cui Kočner è accusato di essere il mandante. Marian Kočner aveva scritto bigliettini di carta (dei “pizzini“, come vengono definiti anche in ambito mafioso), fatti uscire dalla detenzione in cui si trova in regime di isolamento da molti mesi, dopo l’arresto del giugno 2018 che sorprese un po’ tutti. Secondo l’articolo, realizzato da Aktuality insieme alla fondazione anticorruzione Nadácia Zastavme korupciu, sarebbe probabilmente stato proprio Peter Tóth, che per conto di Kočner aveva fatto pedinare Kuciak ed altri giornalisti, a portare fuori dalla prigione le note, in cui Kočner chiamava Bödör “amico” e Kováčik era “amico Dušan”. Tóth avrebbe incontrato Bödör nell’estate 2018 per scoprire che cosa poteva fare Kováčik per Kočner. La vicinanza di Bödör e Kováčik sarebbe anche provata da altri fatti specifici, in cui il procuratore speciale aveva fatto avere all’uomo d’affari copia di documentazioni giudiziarie altamente segrete. Il nome di Bödör era uscito più volte nel corso dell’ultimo anno per la sua famigliarità con l’ex capo della polizia Gašpar (di cui è parente) poi costretto alle dimissioni, e di altri alti funzionari dell’anticrimine, oltre che con ambienti del partito Smer. Kováčik nega le accuse e dice che si tratta di un’altra campagna di fango sul suo nome. Egli ha dichiarato di avere sempre agito in linea con la legge, e di non avere mai fornito informazioni dai dossier delle indagini penali a persone esterne all’ambiente giudiziario.

Nel frattempo, sempre dal sito Aktuality.sk è stata diffusa la notizia che l’Agenzia anticrimine NAKA non indagherà sui messaggi di testo scambiati tra i telefonini di Kočner e dell’ex vice procuratore generale Peter Šufliarsky. Messaggi che per la loro decrittazione avevano reso necessaria la collaborazione di Europol. Si tratta di una estesa comunicazione scritta di centinaia di messaggi dai toni amichevoli, durata almeno sette mesi a partire dal gennaio 2017, cioè nei mesi precedenti all’incarico dato da Kočner di spiare Kuciak e poi di uccidere sia il giornalista che lo stesso Šufliarsky, evidentemente dopo che i rapporti si erano guastati. L’investigatore dell’unità anti-corruzione della NAKA ha respinto il caso, in quanto non sono stati scoperti risultati tali da costituire un «crimine, reato o infrazione disciplinare». Dopo che questa storia è divenuta di pubblico dominio, Šufliarsky si è dimesso a marzo dal suo incarico di numero due del procuratore generale Jaromír Čižnár, rimanendo tuttavia alla procura generale. Il partito di opposizione OĽaNO chiede nuovamente al procuratore Peter Šufliarsky di rendere pubblici i suoi sms con Marián Kočner, sottolineando che non c’è motivo per lasciare che l’ex sostituto procuratore generale continui a lavorare alla procura. Šufliarsky aveva promesso di pubblicare i messaggi, ma poi si è trincerato dietro il rifiuto della controparte – Kočner.

Ma non è tutto. Il modo disinibito di fare affari di Marian Kočner lo aveva fatto avere contatti anche con altri personaggi della magistratura, dai quali ottenere vantaggi. Ladislav Tichý, ex sostituto procuratore generale di Dobroslav Trnka (2004-2011), ha rassegnato le dimissioni da vicedirettore dell’Accademia giudiziaria a fine maggio a causa dei rapporti avuti con l’imprenditore, che gli aveva scritto di avere speso 200.000 euro per spiare giornalisti e trovare materiale compromettente da usare per farli tacere. Un altro vice di Čižnár, René Vanek, lasciò a marzo quando fu reso noto uno scambio di messaggi tra lui e Alena Zsuzsová, la donna che, secondo le accuse, per conto di Kočner aveva messo insieme la squadra che nel febbraio 2018 ha liquidato Kuciak.

(La Redazione)

Foto FB/policiaslovakia

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